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SPY FINANZA/ Grecia, il falso risanamento che fa tremare anche l'Italia

Pubblicazione:giovedì 2 gennaio 2014

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Alleluja, alleluja! La Grecia uscirà nel 2014 dal piano di salvataggio dell’Ue e del Fmi. Lo ha annunciato il 31 dicembre il premier ellenico, Antonis Samaras, aggiungendo che il Paese non avrà bisogno di nuovi aiuti. «Nel 2014 faremo il grande passo dell’uscita dal piano: il debito greco sarà ufficialmente dichiarato gestibile e non vi sarà necessità di altri accordi o di ulteriori prestiti», ha annunciato nel suo discorso di fine anno. La Grecia tornerà quindi sui mercati (scusate, ma a questo punto sono scoppiato a ridere, avevo le lacrime agli occhi). La troika dei creditori (Ue, Bce e Fmi) dovrebbe in effetti decidere verso la metà dell’anno prossimo su un eventuale nuovo piano di aiuti per Atene che dal 2010 ha ottenuto oltre 240 miliardi di euro in cambio di drastiche riforme che hanno devastato l’economia del Paese, portato il tasso di disoccupazione al record assoluto, ridotto un greco su due sulla soglia di povertà, ma in compenso sono serviti a pagare gli interessi sul debito detenuto dalle banche straniere e da soggetti istituzionali.

L’attuale programma di aiuti, il secondo dal 2010, scade nel luglio 2014 e da allora in avanti inizierà una sfida nuova: quella preparatoria al “Grexit”, ossia l’uscita della Grecia dall’euro, a seguito di un nuovo default. Io ne sono certo e a darmi conferma di questo ci ha pensato con un’intervista alla Bild il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, lasciando aperta la porta a un’altra tranche di aiuti. «Gli europei non lasceranno fallire la Grecia», ha infatti dichiarato, se il Paese sarà in grado di soddisfare le condizioni imposte. Schaeuble ha poi descritto come una grande opportunità la presidenza greca dell’Ue, nel primo semestre del 2014: «La presidenza mostrerà alla popolazione greca che il suo futuro è in Europa. Questo impegno è fonte di identità, di fiducia, di orgoglio, la presidenza dell’Ue è una grande opportunità per il Paese e per l’Europa», ha concluso Schaeuble.

Di recente la banca centrale greca ha stimato che l’economia ellenica dovrebbe tornare a crescere proprio il prossimo anno dopo sei anni di recessione. L’istituto centrale ha inoltre rivisto al rialzo dal -4,6% al -4% le stime sul Pil del 2013. Bene, dopo questi deliri degni di una riunione del cast del film Trainspotting, vediamo un attimino di capire se le cose stanno davvero così. Dunque, in novembre l’indice dei prezzi al consumo armonizzato all’interno dell’eurozona ha visto il dato greco al -2,9% anno su anno, mentre il deflatore del Pil è calato del 3% anno su anno durante il terzo trimestre del 2013: dunque, deflazione mai così nera, unita a un tasso di disoccupazione quasi record al 27,3% (il massimo fu toccato a maggio con il 27,5%). Pensate, tanto per capire a chi siamo in mano, che nelle stime del Fondo monetario internazionale, rese note a luglio, il deflatore del Pil era visto in ribasso dell’1,1%. Dunque, o gli uomini della Lagarde sono dei cani oppure la situazione nella seconda metà dell’anno appena concluso è precipitata: in deflazione, appunto.


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COMMENTI
02/01/2014 - BCE e Germania (GIUSEPPE TATANGELO)

Le sue valutazioni e informazioni sono molto chiare ed obiettive, ma non propongono delle soluzioni .Nel caso della Bce che vorrebbe assumere un ruolo da Fed in contrasto con la volontà anti-inflazionistiche della Germania che cosa ne pensa se portassimo " la crisi finanziaria" in Germania. In che modo: rendendo anti-economico il possesso di titoli del Debito Pubblico Tedesco in mano a banche, assicurazioni,cittadini italiani. Sono in attesa di una sua valutazione. Grazie