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SPY FINANZA/ Il "piano" della Cina può mandare in tilt i mercati

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E attenzione, perché se a Davos ci si concentrerà molto sulle economie occidentali e i loro guai, è proprio la Cina che potrebbe rivelarsi il “tail risk” del 2014, non tanto e non solo per la perdita di vigore del suo tasso di crescita. Il sistema bancario ombra cinese, ovvero entità para-bancarie e para-finanziarie che erogano credito alle imprese e agli investitori, pesa ormai per il 30% del Pil del Paese e venerdì scorso si è verificato il primo caso di default, fatto che ha portato al crollo dell’indice Shanghai Composite. La Industrial and Commercial Bank of China (ICBC), principale banca del Paese, infatti, non fornirà aiuto finanziario per ripagare gli investitori di un prodotto strutturato ad alto rendimento per 496,2 milioni di dollari emesso dalla China Credit Trust ma commercializzato attraverso le filiali della ICBC. Quel prodotto va a maturity il 31 gennaio e chi se lo ritrova in portafoglio, perderà tutto quanto ha investito: in proporzione si tratta di una somma ridicola, ma se i default partiranno a catena, cosa succederà in quel casinò da miliardi di dollari del sistema bancario ombra cinese? Certo, Pechino ha 3,8 triliardi di riserve per tamponare, ma l’effetto sistemico sulla finanza globale, quello chi lo tamponerà?

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