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Economia e Finanza

PAGAMENTO MINI-IMU 2013-2014 PRIMA CASA/ Calcolo e maggiorazione Tares: ecco le 'istruzioni' per non sbagliare

Solo pochi giorni prima dell'obbligo di pagare la cosiddetta mini-Imu e la maggiorazione Tares. Molti gli inghippi e le cose da sapere. Ce le spiega VALERIANO CANEPARI

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Meno tre. Allo scadere dei termini per il pagamento di mini-Imu e Tares mancano pochi giorni, tre per la precisione. Entro venerdì 24 gennaio, infatti, i proprietari di prime case che risiedono nei comuni dove l’aliquota base del 4x1000 è stata incrementata e portata in alcun casi fino al 6x1000 (come, ad esempio, è successo a Milano) dovranno versare il 40% di quella maggiorazione. Per sapere se si è tenuti al versamento della mini-Imu occorre verificare se l’aliquota nel proprio Comune è rimasta al 4 per mille o è stata aumentata. L’informazione è generalmente reperibile nel sito Internet del Comune di residenza. Il calcolo non è niente di trascendentale, ma richiede un minimo di attenzione per non commettere errori. Per prima cosa bisogna determinare l’Imu teoricamente dovuta con l’aliquota decisa dal Comune, applicando l’aliquota stessa alla rendita catastale moltiplicata per 168, e sottraendo la detrazione di 200 euro. Poi si ripete l’operazione ma applicando questa volta il valore standard del 4 per mille. L’importo dovuto è il 40 per cento della differenza tra questi due valori. Ricordiamo che per il pagamento bisogna utilizzare il modello F24 da presentare a uno sportello bancario o postale oppure un comune bollettino postale. Il modello è disponibile anche sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Se l’importo da versare risulta inferiore a 12 euro (soglia minima), l’imposta non è dovuta. Per tutti coloro che non faranno in tempo a versare il dovuto entro venerdì, rimane comunque la possibilità di far ricorso al cosiddetto ravvedimento operoso. Se si versa l'imposta entro 14 giorni dalla scadenza si incorre in una maggiorazione giornaliera dello 0,2% del valore dell'imposta più gli interessi. Chi paga invece tra il 15° e il 30° giorno di ritardo, avrà la maggiorazione fissa del 3% dell'importo più gli interessi. Infine, chi paga dopo il 30° giorno di ritardo, avrà una maggiorazione fissa del 3,75% più gli interessi. Per quanto riguarda invece la , ricordiamo che i Comuni sono tenuti a inviare direttamente al domicilio dei cittadini il modulo precompilato. Molti di essi sono tuttavia in ritardo con la spedizione. Il bollettino spedito dal comune consiste, anche in questo caso, in un modello F24 e in un bollettino postale dove sono indicate separatamente le somme dovute a titolo di tributo (o tariffa) e quelle di maggiorazione. I contribuenti che non hanno ricevuto il modulo precompilato possono richiederlo online sul sito dell’azienda che si occupa dei rifiuti. Il bollettino e l’F24 si pagano in banca o alla Posta.  A Valeriano Canepari, presidente del Caf Cisl, abbiamo chiesto di raccontarci come si stanno svolgendo le operazioni nelle sedi del sindacato.     

Com’è la situazione ai vostri Caf, in questi giorni c’è affollamento?

Il problema che abbiamo oggi è proprio l’affollamento delle nostre sedi. C’erano a disposizione 10 giorni lavorativi, 12 se consideriamo i sabati, per assistere tutti i contribuenti che in Italia sono 10 milioni; non è una cosa semplice in un così breve lasso di tempo.

Ci sono situazioni particolarmente critiche?

L’affollamento maggiore si registra ovviamente nei grandi centri urbani, nei capoluoghi di provincia dove il volume della popolazione è più alto. Qui c’è grande sofferenza, perché la gente deve necessariamente fare code lunghe, aspettare molto tempo. Anche il sistema della prenotazione non regge in questo momento. Per il resto non ci sono problemi.

Come sta funzionando il servizio?

Abbiamo lavorato durante tutto il periodo delle feste natalizie e di capodanno per  preparare i programmi e acquisire le delibere dei comuni e il 7 gennaio siamo partiti senza particolari problemi e difficoltà. 

Cosa consigliate ai cittadini: che documenti devono portare per facilitare le operazioni?