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SPY FINANZA/ Il "finto" miracolo di Irlanda e Portogallo

Pubblicazione:martedì 21 gennaio 2014

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Insomma, non esattamente un debito in cui gettarsi a capofitto senza ragionare nemmeno un istante (ad esempio, i fondi giapponesi non potrebbero investirci per statuto), ma tant’è per Chris Zwermann, capo analista globale alla Zwermann Financial, il mercato azionario portoghese potrebbe vivere un rally del +15%, «visto che i tassi di interesse a lungo termine stanno scendendo grazie ai miglioramenti della situazione macro. Mentre dal punto di vista tecnico, ci sono chiare e buone possibilità che si registri un rally di quella entità». Beh, c’è da dire che già lo scorso anno, con la liquidità delle varie banche centrali che gonfiava bolle ovunque, l’indice PSI 20 di Lisbona ha registrato un notevole +15,5%.

Ora, è chiaro che finché girerà denaro a basso costo si potranno vedere aberrazioni come queste o come il Ftse Mib a quota 20.000 punti, ma continuo a pensare che definire potenziale “mercato dell’anno” quello di una nazione dove la Banca centrale ha affermato che il debito del settore privato non finanziario ha toccato il 284% del Pil nel settembre corso, solo marginalmente al ribasso rispetto al picco del dicembre 2012 quando era al 287%, mi pare prendere in giro la gente. Inoltre, quest’anno il Pil del Paese è atteso in crescita dello 0,8%, uno 0,1% in più rispetto l’Italia, ma più di un economista invita alla cautela sulle reali possibilità che Lisbona possa dirsi fuori dalla crisi definitivamente e non solo il sottoscritto, nel suo ruolo di giornalista.

Ad esempio, Ben May, economista per l’Europa alla Capital Economics, il cui outlook sul Paese non è molto in linea con quello di Standard&Poor’s: «Penso che si debba essere molto cauti nel dire che il Portogallo farà bene. Certamente, se si guarda alla fiducia di imprenditori e consumatori, il quadro è ancora quello di un’economia in stagnazione. E questa è la prima ragione per la cautela. Inoltre, il Portogallo ha alti livelli di debito del settore privato e il costo del denaro per aziende e famiglie è ancora alto».

Ora, al netto di tutto questo, perché due agenzie di rating, entrambe statunitensi, sono invece così ottimiste e invitano il mondo a guardare a Irlanda e Portogallo come alle miniere d’oro per il 2014? Sapete chi controlla quelle agenzie, chi siede nei consigli di amministrazione? Banche, finanziarie e multinazionali. Magari le stesse che hanno acquistato debito di quei paesi quando costava zero e rendeva tanto perché c’era il rischio default con conseguenze ristrutturazione (haircut) e ora che stanno vedendo i massimi - totalmente artificiali e resi possibili solo dal denaro delle banche centrali, quindi ormai al punto di non ritorno - lanciano la grande campagna per la primavera 2014, tramutando quei bond e quei mercati azionari nell’Eldorado e facendo ingolosire e crescere a dismisura di numero il parco buoi di chi è pronto a tutto per entrare in giostra. “Pump and dump”, appunto.

Dico questo solo perché sono il solito pessimista senza redenzione? No, perché me lo suggerisce questo grafico: ci mostra l’andamento della ratio delle transazioni operate dagli insiders, ovvero da chi opera sui mercati. Cioè, cosa fanno e che andamento questo ci suggerisce per il futuro. Bene, guardate quanto è “bearish”, ovvero ribassista, il trend del loro trading nel mese in corso. È gente che i corsi li conosce prima. Spesso perché li direziona. O, addirittura, li manovra e li crea. Quindi, cosa sanno gli insiders che noi non sappiamo? Sbaglierò e avranno certamente ragione le agenzie di rating, ma per me è in atto un “pump and dump” in piena regola.

 



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COMMENTI
22/01/2014 - integrazione (antonio petrina)

Va peraltro approfondito il suggerimento del FMI che chiedeva all'Italia di "erodere" il risparmio privato italico nella legge di stabilità , suggerimento giuitamente non apprezzato il 21 gennaio dal Presidente Letta : ci riferiamo all'abrogazione di 2 commi ( 575/576 ) inseriti nella legge di stabilità 2014 ( L.147/2013): altri risparmi deve cercare Cottarelli!

 
22/01/2014 - andrò a vedere il film percapire se finto miracolo (antonio petrina)

Dopo l'irlandese e povera Filomena ,sarà da vedere il film del ricco lupo della finanza , per capire la sorte degli aiuti comunitari ai pigs, di cui l'Italia partecipa a tale fondo pagando interessi sul proprio debito pubblico!