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DL BANKITALIA/ Il "colpo di mano" del Governo contro Parlamento (e italiani)

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Siamo, insomma, di fronte a un ulteriore segno di forzatura dei limiti delle competenze: l’Esecutivo, visto l’art. 15, co. 2, lett. b), l. n. 400/1988, non avrebbe neppure potuto adottare un provvedimento d’urgenza che, riguardando assi fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano - anche nei suoi rapporti con l’Unione europea, dalla quale, come si è avuto modo di rammentare su queste pagine, sono stati formulati, per il tramite della Bce, appunti e rilievi che avrebbero viceversa dovuto indurre, se versassimo in ipotesi di fisiologica dinamica ordinamentale, a migliore e più approfondita riflessione - rientrano nella riserva di cui all’art. 72, co. 4, Cost.

È prevedibile che, per non aprire una crisi di governo, la Camera voti a favore della conversione. Ma ciò rischia di causare una doppia frattura: nel rapporto fiduciario tra Parlamento e Governo, che rimarrebbe comunque scosso dall’ennesima richiesta straordinaria del secondo al primo, e in quello che corre tra collettività e istituzioni, perché la partita che si sta giocando mette a repentaglio, probabilmente in modo irreversibile, uno strumento essenziale all’indipendenza degli italiani.



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COMMENTI
24/01/2014 - Napolitano NON firmi (Carlo Cerofolini)

Tutto vero, non sarebbe allora il caso che il Presidente della Repubblica o si rifiutasse di firmare questo deleterio e incostituzionale DL o, se può, temporeggiasse a fino a che non sarà saltato il governo - o perché è stata varata la nuova legge elettorale o perché non lo è stata - e che quindi così nulla osti a che il 24 maggio si possa andare tranquillamente a nuove elezioni politiche, di modo che a questo punto Napolitano sarà ancora libero di non firmare detto DL?