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FINANZA/ Prodi, Renzi e "l'inganno" del 3%

Romano Prodi (Infophoto) Romano Prodi (Infophoto)

La mia sensazione è che quando si chiede che anche l’Italia possa superare il 3%, ciò rappresenti un continuo aggiungere epicicli in un sistema che mette la terra al centro dell’universo come il vecchio sistema tolemaico. Come ha detto anche Kenneth Rogoff al Forum di Davos, il cambio fisso è un colossale errore. Invece di continuare a porre dei tamponi a valle, curiamo direttamente il vero problema che è l’euro.

 

Perché però lo sforamento del 3% è consentito ad altri paesi e non all’Italia?

Il dato oggettivo è che l’Italia ha un rapporto debito/Pil alto. La Germania sta però applicando clausole di maggior favore ai paesi verso i quali è più esposta in quanto ha prestato di più, cioè Francia e Spagna. Consente quindi loro degli sforamenti che favoriscono la crescita, proprio perché vogliono rientrare dei loro soldi. L’Italia ha al contrario una situazione che dal punto di vista strategico è diversa.

 

In che senso?

Siamo meno indebitati nei confronti della Germania, ma d’altra parte siamo dei concorrenti molto più temibili perché abbiamo posizionamenti sui mercati che prima della crisi erano molto simili a quelli di Berlino.

 

Quali sono state le conseguenze?

Con la scarsa capacità di difendere gli interessi nazionali della nostra classe politica, leadership più consapevoli di alcune strategie di mercato hanno messo l’Italia alle corde imponendole l’assurdo rispetto di regole che hanno fatto peggiorare i nostri problemi. Sono al contrario stati molto più indulgenti verso Spagna e Francia perché questo permetteva alle elite del nord di risolvere il loro problema, cioè di riavere i indietro i crediti erogati.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
27/01/2014 - Di chi è la colpa maggiore? (Carlo Cerofolini)

Non è che la colpa maggiore della nostra rovinosa situazione sia stato chi a forza a voluto farci entrare nell’euro e soprattutto a queste condizioni capestro, che ben conosceva, come Romano Prodi, che ora però sale in cattedra?