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GEO-FINANZA/ L'offensiva tedesca che ha tolto democrazia all'Ue

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Mentre la Francia ha attuato il Trattato attraverso una legge ordinaria “rinforzata”, l’Italia ha scelto di attuare il pareggio di bilancio con modifica costituzionale (art. 81) e le altre previsioni con legge ordinaria. Gli altri paesi membri che hanno attuato il Trattato attraverso una modifica costituzionale per le previsioni in materia di pareggio di bilancio sono Slovacchia, Slovenia e Spagna. La Germania, che ha un sistema giuridico di “costituzionalizzazione” del diritto europeo e internazionale che garantisce la prevalenza del Parlamento tedesco (Bundestag) sulle decisioni del governo in materia europea e internazionale, ha ratificato il Trattato. Tuttavia, tale ratifica non ha alterato il sistema tedesco che già conteneva misure più stringenti sui temi oggetto del Trattato.

Appare evidente che il Fiscal compact s’inserisce in quel processo iniziato nel 1997 che tende a eludere la sovranità democratica dei parlamenti. L’Unione monetaria, come abbiamo visto, vive di meccanismi sovraordinati agli Stati e si realizza attraverso metodi di attuazione robotizzati, gestiti in modo tecnico supra- e inter-governativo. La Commissione europea, guardiana dei Trattati e pietra miliare del “metodo comunitario”, è stata anch’essa marginalizzata, poiché molte delle sue competenze in queste materie sono diventate oggetto di meccanismi giuridici automatici ed esterni ai Trattati europei. Infine, come i parlamenti nazionali, anche il Parlamento europeo è stato escluso da ogni competenza reale sulle questioni relative alla moneta unica e alle politiche fiscali e monetarie europee.

In questo quadro privo di qualsiasi alternativa, minacciando i governi, nel 2010 è stato approvato, senza resistenze, l’emendamento dell’art. 136 del Tfeu che creava un meccanismo stabile per la difesa dell’euro (European stability mechanism - Esm). Questo emendamento è stato approvato anche dal Parlamento europeo che ricevette la promessa della Commissione, ma non dei governi, di avere “un ruolo centrale” nella gestione dell’Esm. Una volta “europeizzato” il meccanismo, nel 2012 i governi hanno inteso “rafforzarne il funzionamento” attraverso un Trattato inter-governativo - Treaty Establishing the European Stability Mechanism, firmato da 17 Stati dell’eurozona, ma non dal Regno Unito - che ha creato un’organizzazione intergovernativa di diritto pubblico internazionale, basata a Lussemburgo e presieduta dal tedesco Klaus Regling. Il vero Esm non prevede alcun ruolo centrale del Parlamento e attraverso un memorandum d’intesa (MoU) ha inserito cogenti regole di condizionalità, molto stringenti, la cui esecuzione è demandata alla così detta Troika, Commissione-Bce-Fmi.

Parafrasando Gramsci, si può dire che la macchina dell’egemonia e del consenso gira a pieno regime in Europa!

 

(2- fine)

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COMMENTI
26/01/2014 - commento (francesco taddei)

in europa c'è chi dice "mettiamo il nostro paese nella costruzione delle istituzioni" e poi ci sono gli "europeisti" cioè chi accetta tutto perchè crede nel dissolvimento della nazione in un'istituzione che ci comanda da lontano e questi siamo noi italiani, con prodi, napolitano e mario mauro in testa.