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RIPRESA?/ Luttwak: tagliate 750mila statali e avrete 1 milione di disoccupati in meno

Pubblicazione:domenica 26 gennaio 2014

Edward Luttwak (Infophoto) Edward Luttwak (Infophoto)

Con la borsa ai massimi dal 2011 e lo spread ai minimi come reagirebbero i mercati se in Italia si andasse a votare domani? Magari con una legge elettorale che garantisca maggioranze stabili di governo? Come inciderà l’antieuropeismo che i maggiori partiti politici stanno usando come bandiera per la campagna elettorale? Lo abbiamo chiesto a Edward Luttwak, economista, politologo e saggista americano. «Non importa se lo spread tende a zero - ci ha risposto -. Le tue obbligazioni puoi farle andare alle stelle, strangolando però la tua economia. Fino a un certo limite. Fino a quando la gente capirà che in Italia bisogna cambiare la politica, fare di Grillo un iper moderato e avere dei veri populisti che dicano che il debito pubblico non lo pagano. Fino al quel punto puoi migliorare lo spread aumentando le tasse. Che è esattamente quello che avete fatto».

 

Con la borsa ai massimi dal 2011 e lo spread ai minimi si può dire che le condizioni dell’Italia sono migliorate?

Lo spread, il famoso spread, ha un valore mediatico e sicuramente interessa i tecnici. Ma non ha nessun impatto sulla situazione economica degli italiani. Essi non sono schiacciati dallo spread, ma dalle tasse sui consumi che sono talmente elevate da far aumentare i prezzi e dalle tasse sulle imprese che inducono le aziende a lasciare a casa i lavoratori anziché creare occupazione. L’impatto quindi è sul consumatore, sul produttore e sull’operaio. Il problema è il drenaggio fiscale. Mi spiego.

 

Prego.

Nel tentativo di ridurre il debito, le tasse sono talmente aumentate da schiacciare l’attività economica. Si è ridotto il flusso delle tasse che lo Stato raccoglie ed è aumentata la spesa del welfare. Pertanto il debito corre ancora di più. Il governo italiano è imbarcato, con il consenso della Banca centrale e di Mario Draghi, su un corso di autolesionismo economico. Mentre c’è un consenso globale degli economisti, fuori dal coro degli euro-fanatici, che dicono: state sbagliando. Come Hitler e i suoi generali che erano convinti fino all’ultimo di vincere la guerra mentre tutti gli altri esperti militari del mondo pensavano che invece l’avrebbe persa dopo tre settimane. Questa è la situazione. Se venisse in America, Mario Draghi lo metterebbero a fare il parcheggiatore. Mentre il nostro segretario del Tesoro, Jack Lew, è l’ennesimo funzionario americano venuto in Europa a dire che siete tutti pazzi! È già successo.

 

Quando?

Nel 1914. L’Europa, sempre più avanzata, è impazzita, come accadde allora. Anche lì sono dovute intervenire le truppe americane. Poi, di nuovo, l’Europa tornò a essere la più avanzata e scoppiò la Seconda guerra mondiale. Oggi sta rallentando l’economia globale con il suo comportamento fanatico in difesa dell’euro. Per l’Italia è questione di aritmetica.

 

In che senso, scusi?


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COMMENTI
27/01/2014 - Luttwak (delfini paolo)

Cari amici,ognuno è essere libero di seguire le idee ed opinioni di Luttwak, altri, come il sottoscritto, altrettanto liberi di contestarle radicalmente.

 
27/01/2014 - ripresa (Luciano Vignati)

Non è una novità quello che il sig. Luttwak propone con la sua analisi, purtroppo in Italia il muro di Berlino non è ancora caduto e codesto fatto condiziona la politica economica italiana da destra come da sinistra. La sinistra perché gli statali rappresentano la sua base elettorale, la destra perché vorrebbe averli come elettori e sono tanti. Ricordo al segretario del PD Renzi, che il PIL non si fa con gli statali ne con la grande industria parassita, ma con le piccole-medie imprese e i lavoratori autonomi che sono sempre di più schiacciati dalle tasse, dalle banche e da una miriade di leggi assurde.

 
27/01/2014 - Grazie (Claudio Baleani)

Luttwak ha ragione. Invece di ringraziarlo dell'amicizia che ci dimostra lo vogliamo insolentire? Ha ragione, punto. Sapete quanto costa la Regione Molise solo per la gestione degli organi istituzionali? 10 milioni l'anno. Per fare che? Ma non è solo il Molise, ma anche Lazio, Puglia, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Calabria, UMBRIA, Abruzzo, Liguria, Trentino Alto Adige, Sicilia e Piemonte. In seconda linea, ma siamo lì, Lombardia, Veneto e Emilia Romagna. Roba da galera, altro che riforme. E basta con 'sta solfa dei poveri insegnanti.

 
26/01/2014 - luttwak (delfini paolo)

Massimo rispetto per le opinioni di Luttwak, però non bisogna confondere la Realtà con i propri sogni o con teorie astratte.Qualcosa del genere è stato fatto in Grecia e in Portogallo, con effetti disastrosi.

 
26/01/2014 - Non ci riusciranno purtroppo! (Corrado Rizzi)

Quello che ha visto Luttwak dall'alto della sua competenza la possono vedere tutti gli italiani dentro il quotidiano: un numero esorbitante di dipendenti pubblici, di dirigenti, funzionari e nullafacenti in genere. È la classe politica non ha il coraggio di fare quello che il nostro auspica. Perciò aspettiamoci il peggio.

 
26/01/2014 - commento (francesco taddei)

si ma tutto ciò non è colpa di Luttwack ma di noi italiani che non siamo un popolo ma solo tanta gente costretta a vivere insieme per poter essere sfruttata. cominciamo a ragionare come comunità di individui invece che come singoli rappresentanti della propria casta.

 
26/01/2014 - come no! (Diego Perna)

Dite a Luttwack che in Italia i primi a essere licenziati sarebbero gli insegnanti, seguiti a ruota da medici e forze dell' ordine o altri che in qualche modo lavorano. Politici amministratori e similari non saranno mai rimossi, proprio perché non fanno nulla ma vivono solo di privilegi acquisiti come facenti parte di quella casta di intoccabili che pur di mantenere il ruolo che hanno raggiunto sono disposti a tutto, come vede chiaramente chi di questa casta non vi fa parte. Buona Domenica