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GEO-FINANZA/ Sapelli: l'Argentina svela la "trappola" in cui può cadere l'Italia

Pubblicazione:martedì 28 gennaio 2014

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Una persona intelligente come il liberale di origini italiane Mauricio Macri, governatore di Buenos Aires al secondo mandato (e per 12 anni, dal 1995 al 2007, presidente del club calcistico Boca Juniors) sarebbe il candidato ideale unitamente all’ex governatore di Santa Fe Hermes Binner.
E bisogna ricostruire la crescita iniziando con la ripresa dell’economia agricola e zootecnica abolendo le tasse sulle esportazioni di carne, di soia e di grano e poi valorizzando le immense riserve energetiche della nazione. Pensiamo alla Patagonia: l’unica area dell’Argentina dove la situazione è florida, grazie alla scoperta di giacimenti di shale gas che possono diventare una grande opportunità. Ma bisogna assolutamente detassare gli investimenti. E la carne deve tornare a essere prodotta secondo i migliori standard (che l’Argentina possiede grazie a tecnologie e capacità personali elevatissime) e commercializzata in tutto il mondo, non puntando sulla soia che ha un mercato meno interessante.

Insomma, ancora la domanda effettiva e quindi gli investimenti, of course, come diceva il vecchio Lord Keynes.



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COMMENTI
28/01/2014 - Analisi corretta ma.... (Guido Gazzoli)

L'analisi di Sapelli è corretta nelle sue conclusioni e in molte altre cose , ma credo sia giusto sottolineare alcuni punti. In primis...le esportazioni dell'Argentina , limitandosi al solo mercato agricolo , non rivestono una sostanziale importanza strategica , anche perchè il Governo stesso , nelle sue politiche aberranti e sconclusionate , limita le stesse...in pratica attua una politica economica dell'Harakiri... Poi c'è da considerare il fatto che il regime kirchnerista , attraverso la politica ultrastatalista , ha creato un malcontento generale ma anche una specie di ricatto di massa per cui non è di facile rimozione. Solo un crack improvviso , che è nell'aria , potrebbe far saltare il tavolo , ma in altro modo , con la costruzione del "paese della felicità" attuata a livello di comunicazione tanto simile a quella del generale Peron ( ma con un altro quadro economico )la vedo dura...anche se camminando per Buenos Aires la simpatia con cui viene vista Cristina è uguale a quella con cui si giudicava Videla ( dopo la caduta del regime , ovvio ).