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DL BANKITALIA/ Saccomanni e le "balle" del ministero

Pubblicazione:venerdì 31 gennaio 2014

Fabrizio Saccomanni (Infophoto) Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

Ciò che equivale a “confessare” che, sino allo stesso momento - diversamente da quanto dichiarato anche dal Governo e persino da esponenti della Banca centrale - la detenzione da parte dei privati era illegittima, benché fosse stata “tollerata” per più di vent’anni.

L’urgenza, allora, era piuttosto quella di porre fine a tale inaudita condizione contra legem che affliggeva l’Istituto: la Costituzione (e l’interesse nazionale) avrebbero preteso che a ciò si ponesse rimedio dando attuazione alla l. n. 262/2005, obbligando, cioè, i privati a restituire le quote allo Stato, e non già con la sanatoria dell’illecito, perfezionata, peraltro, con modalità procedurali che hanno conculcato i sacrosanti diritti delle minoranze parlamentari, le quali, a leggere il comunicato, dovrebbero forse dirsi soddisfatte perché «nel corso dell’esame del provvedimento sono stati approvati emendamenti di iniziativa parlamentare con il parere favorevole del Governo".

Ma ormai hoc iure utimur.



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