BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Fortis: spread, ecco cosa c'è dietro al "miracolo italiano"

Pubblicazione:

Fabrizio Saccomanni (Infophoto)  Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

Sicuramente l’Italia oggi sta facendo anche lei il suo dovere per rassicurare i mercati e direi che questo appare evidente dal fatto che siamo uno dei pochi paesi che nel triennio 2012-2014 potrà appuntarsi sul petto la medaglia del rapporto deficit/Pil sotto il 3%. Non sono molti i paesi, non solo in Europa - non parliamo di Stati Uniti e Giappone - a poterlo fare. Il nostro è un Paese che in uno scenario di miglioramento del clima sull’euro, sta facendo il suo dovere, sostanzialmente i famosi “compiti a casa”.

 

Se dovessimo quantificare i benefici di questo calo, su che ordine di grandezza saremmo?

Già il Presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno ha ricordato che i vantaggi dovuti al calo dei tassi hanno generato per l’Italia risparmi che si possono quantificare in 5 miliardi. È importante che questo risparmio si possa ripetere in qualche misura anche nel 2014. Qui però dovremmo essere un po’ più prudenti.

 

Perché?
Il 2014 sarà difficile, perché bisognerà dimostrare la continuazione di un trend. Il clima di rasserenamento generale è stato favorito anche da politiche espansive, sia pure in fase di ridimensionamento, come il tapering negli Stati Uniti, che finora hanno inondando i mercati di liquidità. E molta di questa liquidità, nel clima rasserenato sull’euro, è tornata proprio a investimenti sui titoli sovrani europei che prima invece spaventavano tutti. C’è chi ha ripreso a investire anche sul Portogallo. In più…

 

In più?

Sono stati presentati, a dire il vero con una certa enfasi, financo eccessiva a mio avviso, i grandi miglioramenti ottenuti da paesi come l’Irlanda e la Spagna. La scorsa settima abbiamo sentito il presidente dell’Esm (il fondo salva-Stati, ndr), Klaus Repling, dire che la Spagna ha fatto una manovra straordinaria di salvataggio delle sue banche. Lo credo bene: gli hanno prestato 41 miliardi di euro che devono ancora restituire! Li avessero dati all’Italia avremmo fatto anche il ponte sullo Stretto di Messina, la Salerno-Reggio Calabria, oltre a salvare il Monte Paschi e un sacco di altre cose. Questo tipo di comunicazione da parte di organismi e istituzioni europee hanno sicuramente contribuito a rasserenare il clima per gli investitori e a rendere i tioli sovrani europei meno pericolosi nella percezione generale.

 

Torniamo all’anno appena cominciato: quali sono le difficoltà che abbiamo davanti?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >