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Economia e Finanza

GEO-FINANZA/ La lezione del Papa su mercati, speculazioni e iniquità

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Rimane, poi, la questione di quanto l’ineguale distribuzione della ricchezza incida sul progresso variamente inteso. Su questo, EG può apparire (ma solo apparire) un po’ vecchia, datata negli impliciti riferimenti culturali. Così non è, soprattutto alla luce delle più moderne teorie economiche di stampo neo-istituzionalista. L’EG riporta un brano della conferenza dei vescovi brasiliani: “Desideriamo assumere, ogni giorno, le gioie e le speranze, le angosce e le tristezze del popolo brasiliano e le tristezze del popolo brasiliano, specialmente delle popolazioni delle periferie urbane e delle zone rurali - senza terra, senza tetto, senza pane, senza salute - violate nei loro diritti. Vedendo le loro miserie, ascoltando le loro grida e conoscendo la loro sofferenza, ci scandalizza il fatto di sapere che esiste cibo sufficiente per tutti e che la fame si deve alla cattiva distribuzione dei beni e del reddito. Il problema si aggrava con la pratica generalizzata dello spreco” (n. 191). È interessante notare come questa visione sia ampiamente suffragata da studi recenti di Acemoglu e Robinson sugli effetti deleteri dell’estrema diseguaglianza nella distribuzione della proprietà terriera [].

Ma perché la diseguaglianza è così deleteria per lo sviluppo in questa visione? In un discorso del 2012, Krueger [], professore di economia a Princeton e all’epoca consigliere di Obama, suggerì l’esistenza di una curva del Grande Gatsby, ovvero di una relazione positiva tra elasticità intergenerazionale del reddito e diseguaglianza nella distribuzione del reddito stesso. In altri termini, i paesi in cui il reddito personale è in buona parte ereditato dai propri genitori sono anche i Paesi con maggiori diseguaglianze sociali.

Nella figura seguente si riporta la curva del Grande Gatsby per un insieme di paesi industrializzati. Emerge come circa il 50% del reddito di un individuo inglese, americano o italiano dipenda dal reddito dei propri genitori, contro poco più del 30% di un tedesco. Uk, Usa e Italia sono, dunque, società molto diseguali, in cui i ricchi continuano a essere ricchi e i poveri hanno poche speranze di riscatto. Questa situazione blocca, dunque, parti consistenti della popolazione in situazioni di insoddisfazione economica, da cui è difficile fuggire.

 

Fonti per l’indicatore di persistenza del reddito: OECD: Corak, M. (2006), “Do Poor Children Become Poor Adults? Lessons from a Cross Country Comparison of Generational Earnings Mobility”, IZA Discussion Paper n. 1993. Spagna: Hugalde Sánchez, A. (2004), “Movilidad intergeneracional de ingresos y educativa en España (1980-90)”, working paper n. 2004/1, Institut d’Economia de Barcelona, Centre de Recerca en Federalismo Fiscal i Economia Regional. Australia: Leigh, A. (2006), “Intergenerational Mobility in Australia”, manuscript, Social Policy Evaluation, Analysis and Research Centre, Research School of Social Sciences, Australian National University; Italia: Piraino, P. (2006), “Comparable Estimates of Intergenerational Income Mobility in Italy” Working Paper n. 471, Department of Economics University of Siena.

 

[4] Cfr. D. Acemoglu e J. Robinson, “Economic Backwardness in Political Perspective”, American Political Science Review, 100:115-131, 2006; JM Baland e J. Robinson, “Land and Power : Theory and application to Chile”, American Economic Review, 98:1737-1765, 2008.

[5] A. Krueger, The Rise and Consequences of Inequality in the United States, discorso del 12 gennaio 2012.