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Economia e Finanza

GEO-FINANZA/ La lezione del Papa su mercati, speculazioni e iniquità

MARCO PERCOCO analizza l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, sottolineando l’importanza, rispetto alle dottrine economiche, del principio di inequità introdotto dal Papa

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1. Premessa

L’esortazione apostolica di Papa Francesco, Evangelii Gaudium (EG), giunge in un momento di profonda prostrazione economica e sociale. Contiene spunti per reimpostare l’evangelizzazione, ma riporta anche proposte di natura più propriamente economica che probabilmente meritano un commento diverso da quello meramente teologico.

Attorno a un tema di fondo, ovvero il concetto di inequità, tre temi di economia positiva sono rintracciabili nel testo:

A) l’effetto della crescita e dello sviluppo sulla povertà, soprattutto quella estrema (n. 54);

B) l’accusa ai mercati e alla speculazione finanziaria d’essere tra le cause principali dell’inequità diffusa (nn. 55-56);

C) la funzione sociale della proprietà privata (nn. 203-205) e la rilevanza dell’inequità nello spiegare le forme di violenza e di lotta dei più deboli (nn 59, 191-192).

Il concetto di inequità cui l’esortazione sembra ispirarsi presuppone la deviazione della distribuzione delle risorse (reddito e/o ricchezza) da un principio ordinatore, e non necessariamente coincide con la mera diseguaglianza nella distribuzione, così come si è soliti trattarla nella scienza economica. Il principio ordinatore cui è necessario ispirarsi è quello del bene comune, in base al quale la distribuzione del reddito e/o della ricchezza è inequa quando è inappropriata, ovvero quando []:

I) i beni e il reddito sono stati guadagnati ingiustamente;

Ii) chi ne è sprovvisto li utilizzerebbe meglio di chi è l’attuale proprietario.

Interessante notare come in entrambi i casi, siamo in presenza di un fallimento del mercato che genera inefficienza allocativa, dunque, Papa Francesco sembra proprio indicarci come la situazione che oggi osserviamo e di cui facciamo esperienza sia una realtà distorta in quanto caratterizzata da una cattiva distribuzione delle risorse. Rimane, comunque, tutto da dimostrare che una deviazione dell’allocazione da un principio distributivo ispirato al bene comune risulti sempre e necessariamente in una situazione sub-ottimale.

Ciononostante, già questo leit motiv rende EG di particolare interesse in quanto parallela, se non ispirata, a un filone di studi invero fondamentale nel mainstream economico contemporaneo, ovvero a quello che guarda ai fallimenti dei mercati e delle istituzioni politiche come fonti primarie di sottosviluppo. Di seguito, dunque, si proporranno alcune riflessioni sui temi economici dell’EG a partire dall’evidenza empirica attualmente disponibile e dalla letteratura contemporanea.

2. Crescita, sviluppo e povertà

Papa Francesco dubita dell’esistenza di effetti di “ricaduta favorevole” legati a processi di crescita: “Alcuni ancora difendono le teorie della “ricaduta favorevole”, che presuppongono che ogni crescita economica, favorita dal libero mercato, riesce a produrre di per sé una maggiore equità e inclusione sociale nel mondo” (n. 54). È, questa, un’affermazione che probabilmente non trova riscontro nell’evidenza empirica a oggi disponibile e puntualmente ripresa da Gapper []. EG, però, molto più probabilmente basa la sua esortazione sull’osservazione delle gravi inequità che caratterizzano tanto le economie avanzate, quanto quelle che ora si accingono a intraprendere un percorso di crescita [].

[1] Cfr. G. Manzone, Il mercato. Teorie economiche e dottrina sociale della Chiesa, Queriniana, Brescia, 2001.

[2] J. Gapper, Capitalism: in search of balance, Financial Times del 25 dicembre 2013.

[3] Cfr. L. Bruni, L’economia dell’esclusione (Evangelii Gaudium 53-60), Città Nuova, 12 dicembre 2013.