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Economia e Finanza

IL CASO/ Granville: con l'austerity rischiamo una nuova Rivoluzione francese

François Hollande (Infophoto)François Hollande (Infophoto)

Il fatto di avere un’unica moneta ha fatto sì che tutti prendessero a prestito allo stesso tasso d’interesse dei tedeschi. Il mercato finanziario nei primi anni del 2000 ha ragionato come se l’intera Eurozona fosse solida e affidabile come la Germania. Francia, Grecia e Italia hanno dunque goduto della stessa credibilità che aveva l’euro.

 

Che cosa intendeva dire prima quando ha affermato che i francesi per natura non sono pazienti?

In Francia tutte le rivoluzioni sono iniziate come forme di protesta contro una tassazione ritenta eccessiva. L’attuale governo di Parigi ha alzato le tasse fino al punto che le persone hanno iniziato a rifiutarsi di pagarle. Lo scorso novembre in Bretagna i contribuenti si sono rifiutati di pagare la cosiddetta “Ecotassa”. La gente si è riversata per le strade e ha distrutto tutte le infrastrutture.

 

Che cosa accadrà se questo movimento di protesta dovesse allargarsi?

In Francia le cose accadono sempre molto rapidamente, basti pensare al ’68 di Parigi. Il tasso di disoccupazione in questo momento ha raggiunto livelli molto elevati, e il livello della fiducia nel governo è il più basso mai registrato prima. Nei prossimi mesi ci attendono le elezioni comunali ed europee, e secondo i sondaggi un gran numero di elettori voteranno per i partiti di estrema destra. In Francia storicamente i partiti di estrema destra non sono mai andati oltre il 3%, eppure in questo momento raggiungono il 27% dei consensi.

 

(Pietro Vernizzi)

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