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SPY FINANZA/ La crisi nascosta dietro la "bufala" dello spread

Fabrizio Saccomanni (Infophoto) Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

I soldi che arriveranno dalla Bce serviranno alle banche per ripagare quelli ottenuti tre anni fa e non ancora ridati e per comprare ancora un po’ di carta da parati sovrana di questa Repubblica, ma la situazione europea e italiana è chiara: fallimento. Punto, i dati della Bce sulla creazione di credito dicono questo, come il fallimento della stessa Eurotower nella creazione di massa monetaria M3 al livello prefissato, trovandoci a +1,4%, il tasso di crescita più basso da due anni a questa parte e lunarmente lontano dall’obiettivo del 4,5%: il dogma inflazionistico della Germania e dei fantasmi di Weimar ci stanno trasformando nel Giappone della “lost decade”. E Saccomanni lo sa, perché è persona intelligente e preparata: peccato che sia costretto a recitare a soggetto un copione scritto da altri, fuori dai patri confini.

Ora, cosa farà la Bce nel suo meeting di giovedì prossimo? Annuncerà subito la nuova asta Ltro o, come nello stile ormai consolidato di Mario Draghi, si limiterà a minacciarla? Per quanto ancora gli investitori internazionali faranno finta di credere al bluff dell’Eurotower, visto che di bluff si tratta? Gli acquisti di bonds stanno proseguendo sotto l’ombrello del programma Smp che di fatto non esiste più, perché sostituito del programma Omt che invece non esiste ancora e rischia di essere schiantato sul nascere dalla Corte costituzionale tedesca di Karlsruhe. Inoltre, non si riesce nemmeno più a sterilizzare quegli acquisti, sintomo che le banche non fanno uscire un centesimo più del dovuto in base al patto non scritto con i governi.

Per Goldman Sachs, «l’Asset Quality Review della Bce, basata sugli stati patrimoniali delle banche a fine dicembre 2013, potrebbe aver contribuito alla contrazione del credito nei mesi recenti». Potrebbe, non ha. E contribuito, non essere stata la causa. Perché il credit crunch su imprese e famiglie va avanti dal 2011, ovvero da quando si compì il grande incesto tra debito sovrano, Stati e banche per abbassare artificialmente gli spread e permettere alla Bce di non violare il proprio statuto. Oggi, poi, siamo di fronte alla deflazione e il fattore che maggiormente dà forza a questo scenario è l’eccessiva forza dell’euro, apprezzatosi del 4,5% sul dollaro nel 2013, poiché non solo ostacola ogni tentativo di ripresa ma spinge l’inflazione ulteriormente al ribasso rispetto all’obiettivo del circa 2% prefissatosi dalla Bce.

Quanto durerà, in questa condizioni macro, la tregua reale sui mercati e sugli spread, caro ministro? Tanto più che, a differenza di quanto pensassi fino a una settimana fa, il “taper” della Fed sta creando già qualche problema sui tassi d’interesse, vedasi quelli Usa e quelli dei Bund, ma soprattutto sui mercati emergenti, le cui equities tra giovedì e venerdì scorsi sono crollate del 4% su altissimi volumi. L’ultima volta che il mondo ha conosciuto un scossone dei mercati emergenti, però, l’America era ancora il primo consumatore al mondo: ora non è più così, come dimostra questo grafico: e se dovesse davvero partire un “Taper tantrum” nello stile di quello vissuto nell’estate del 2013 - e di cui abbiamo risentito gli echi sui mercati nel finire della scorsa settimana - chi pensa che trainerà la ripresa globale, caro ministro? E soprattutto, cosa succederà ai bonds di quei paesi i cui spread sono artificialmente bassi ma i debiti realmente altissimi, senza fare nomi?

 


COMMENTI
06/01/2014 - Lo spread spiegato al signor Perna (Giuseppe Crippa)

Supponiamo, caro signor Perna, che lei possieda 100.000 Euro di sudati risparmi investiti in BTP con scadenza 2037, acquistati nel corso degli anni a partire dall’emissione nell’agosto 2005. Supponiamo che li debba vendere tra qualche mese per acquistare una casa o, meglio ancora, per sostenere la sua attività. Se tra qualche mese lo spread sarà quello odierno (200), quei BTP quoteranno 93, e quindi Lei incasserà 93.000 Euro. Se lo spread tornasse a 550 come nel novembre 2011, quoteranno come allora, cioè 67, e quindi incasserebbe 67.000 Euro. Ecco perché lo spread a 190 è una buona notizia. Firmato: Saccocrippa

 
06/01/2014 - Mi spiace non sono Saccomanni 2 (Diego Perna)

non é il caso di far preoccupare troppo la gente. Poi un altro motivo per cui convien raccontare balle, é che il Governo, ha in ogni caso, interesse a rimanere dove si trova, guardi che da Ministro si sta da dio, si guadagnano soldini, si frequentano buoni salotti, si hanno le scorte e tutto il resto, in più vuoi mettere la soddisfazione di dire anche una bufala e tanti ci credono; Lei dicendo la veritá dei dati verrebbe subito fatto fuori dai veri poteri che governano l' Italia, non mi dica che non sarebbe cosí. Egregio, noi che stiamo al governo lo sappiamo come siamo messi, ma non abbiamo, anche volendo, nessuno strumento che non sia quello di poter rastrellare i soldi dove é piú facile, e per far questo come dicevo, ci vuole tatto, far credere che stiamo uscendo dal famoso tunnel. Insomma cerchi di approfittare anche Lei di una situazione di privilegio, se vuole mi venga a trovare e vedró di presentarLa a qualche giornale piú in vista del Sussidiario, loro sono un pó ingenui, a volte credono anche alle favole che gli raccontiamo, tant' é che ospitano sulle loro pagine anche che é europeista convinto, e a volte anche ministri del governo attuale.Non che essere europeista sia di per se un male anzi, non vorrei esser frainteso, ma sa viste le conseguenze forse si dovrebbero rivedere un pó le basi della sua costruzione, ma anche li ormai i poteri si vanno consolidando. Per concludere, Le ricordo che per dire, anzi per essere la Veritá, Uno l' hanno ucciso.Buona Epifania

 
06/01/2014 - Mi spiace non sono Saccomanni (Diego Perna)

però potrei provare a risponderLe mettendomi nei panni del ministro , ci provo : Vede Dott. Bottarelli, se anche Lei si trovasse a parlare ad una nazione come l' Italia, dove ci sono molti dipendenti statali che ancora si sentono garantiti, tanti amministratori pubblici che hanno redditi che li lasciano fuori dalla crisi, dove alcune imprese esportano bene, e altre che vendono beni di lusso vanno alla grande, ma sopratutto dove la maggior parte dei cittadini non conosce minimamente i meccanismi economici, mai studiata a scuola economia, crede che fa differenza se lo spread é a 190 o a 500? Quindi perché ad inizio anno dove tutti festeggiano, non approfittare e fare un botto di ottimismo? E poi importante é sopratutto convincere che ce la stiamo facendo, perché sennó i sacrifici che gli italiani dovranno affrontare per pagare i btp in mano alle banche, cioé debiti enormi, come li giustificheremmo? Vede, anche il Sig. Perna queste cose le capisce, se i dati che Lei dice non tornano e non c' é alcuna ripresa, lo sa ancora una minoranza della popolazione, vedi i forconi, magari, o piccoli imprenditori che chiudono o chi ha perso il lavoro, e a questi bisogna far credere,che sia colpa loro non sapersi adeguare al mondo che cambia. Si é vero ci sono anche i giovani, ma anche per loro un pò é così, c' é ancora chi ce la fa, o per doti in eccesso o per privilegi di famiglia, chi studia alla Bocconi o ad Cambridge, insomma chi ha i soldi per prepararsi al mondo nuovo. Come vede ......