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FINANZA/ Così euro e Bce hanno distrutto l'economia

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Anzi, hanno già iniziato. “Via alla vendita a trattativa privata di 41 immobili del Demanio”, titola ancora Il Sole 24 Ore. Dove la vera notizia non è cosa si vende, ma come: “a trattativa privata”, cioè alla faccia del libero mercato. Ma non doveva essere proprio il libero mercato quello artefice del “prezzo giusto”, secondo la dottrina liberista che per anni ci hanno pervicacemente inculcato? E ora, proprio quando il libero mercato ci serviva, dov’è finito questo fantasma?

Ma attenzione, non voglio dire che avrebbero dovuto procedere con un’asta pubblica; l’idea che dal “libero mercato” venga il “prezzo giusto” è semplicemente e scientificamente una menzogna, propagata per anni da un potere finanziario interessato ad accrescere la propria ricchezza. Quello che sta accadendo ora è semplicemente la caduta del velo, l’abbandono di ogni precauzione e di ogni necessità di nascondersi dietro una qualsivoglia ideologia. E ne hanno ben d’onde, dopo l’aumento di capitale della Banca d’Italia, altro tassello di un piano di depauperamento della popolazione.

Un piano che anche all’estero procede spedito. Una recente notizia ci informa che il governo portoghese sta decidendo se attuare un prelievo forzoso sulle pensioni per tentare di tenere in equilibrio i propri conti. Ma quale equilibrio? Quello richiesto dalla Bce, ovviamente: il 4% di rapporto tra deficit e Pil, concordato per poter accedere a fondi di aiuto, altri 2,7 miliardi. Un equilibrio impossibile ovviamente, perché toglie denaro fresco dall’economia reale, provocando una ulteriore caduta del Pil e rendendo possibile qualsiasi ipotesi di recupero.

Sarà per questo che ora lo spread è in discesa per tutti i paesi in crisi? I titoli di Stato di Italia, Spagna e Portogallo stanno subendo in questi giorni tutti la stessa sorte, con una discesa repentina. Che sia un regalo della finanza ai poteri politici compiacenti, che si apprestano a svendere i beni dei popoli? Io lo penso, e penso pure che il gioco durerà fino alle elezioni europee previste per maggio, con l’intento di tenere sotto scacco la politica e le popolazioni, secondo la formula già chiarita da Monti in un video su YouTube: “I cittadini e i politici saranno disposti a cedere [la sovranità] quando il costo politico e psicologico, perché c’è una crisi in atto, del non fare le riforme sarà troppo elevato”.

Quindi, semmai dovessero avere un certo successo alcune formazioni politiche contrarie all’euro, lo spread risalirà potentemente, e i mezzi di informazione non faranno che mettere in risalto questo aspetto, contrapponendolo con la situazione precedente di spread in calo. E gli Stati verranno fatti pericolosamente avvicinare alla bancarotta. A quel punto verrà inviata la solita Troika, quella delle ricette fallimentari applicate alla Grecia. La situazione è così sfuggita di mano, che pure il Presidente del Parlamento europeo Schultz lo ha ammesso: “La troika ha fatto più male che bene”. In ogni caso, il risultato sarà lo stesso, a pagare saranno i popoli.

Ma allora non rimane che essere pessimisti? No, per chi conosce certe dinamiche suggerite dalla matematica, in particolare quella frattale. Cosa voglio dire? Voglio dire che il sistema (economico, finanziario, sociale, politico) è stato reso instabile per permettere più facilmente l’arricchimento dei ricchi. Ma è stato strutturalmente reso instabile, non solo per noi. Vuol dire che è instabile per tutti, e quindi vuol dire che le parti e i rapporti di forza si possono improvvisamente rovesciare, in maniera del tutto imprevedibile.



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COMMENTI
07/01/2014 - Forza imprevisto e W Davide versus Golia (Carlo Cerofolini)

Siccome notoriamente il Diavolo insegna a fare le pentole ma non i coperchi, è molto probabile che alla fine - nonostante che l’Ue, l’Fmi, la Troika, finanza internazionale, nostri politici, ecc. facciano del loro meglio per fare del loro peggio e quindi portarci alla rovina - solo l’imprevisto ci salverà e comunque sempre W Davide versus Golia.