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FINANZA/ Così euro e Bce hanno distrutto l'economia

Con l’introduzione dell’euro, dice GIOVANNI PASSALI, la Bce ha creato un eccesso di moneta, che è andato ad alimentare bolle speculative sui mercati finanziari e la crisi dell’economia reale

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L’inizio del nuovo anno ci da l’occasione per tirare in qualche modo le somme della crisi in atto, cercando di capire a che punto siamo e di intuire quello che ci potrebbe attendere nel 2014. Per meglio comprendere il punto a cui oggi siamo giunti occorre capire da dove siamo partiti e collocare questa crisi nella sua reale dimensione, cioè sul piano internazionale. Per questo, iniziamo a vedere il grafico della massa monetaria euro, il cosiddetto “aggregato monetario M3”, riportato a fondo pagina. Il grafico viene direttamente dal sito ufficiale della Bce e rappresenta la variazione percentuale annuale di tale aggregato monetario. La linea nera orizzontale l’ho disegnata io e rappresenta il valore del 4,5%.

Questo aggregato monetario ha particolare importanza rispetto agli altri (M1 e M2) poiché è l’indicatore ufficialmente riconosciuto dalla Bce come utile per il suo fine istituzionale, cioè il controllo dei prezzi, in modo che l’inflazione rimanga a un valore prossimo e inferiore al 2%. Per questo obiettivo la Bce, nel 1998, dichiarò che avrebbe aumentato la massa monetaria M3 del 4,5% annuo (la linea orizzontale da me disegnata).

Siccome si dice che un grafico rende meglio di mille parole, ho voluto evitare di tediare i lettori con un’inutile loquela scritta pur volendo dare un’immagine chiara di due elementi di fatto: il primo è il piano di politica monetaria criminale, attuato dalla Bce fin dalla nascita dell’euro nel 2001, quando divenne la moneta ufficiale nell’economia reale, un piano di distruzione dell’economia realizzato con la creazione di un eccesso spaventoso di moneta, che andava ad alimentare bolle speculative sui mercati finanziari; il secondo è il crollo repentino della massa monetaria, che ovviamente è avvenuto tutto a spese dell’economia reale (mentre nei mercati finanziari continua a permanere un eccesso di liquidità).

Ora, inquadrato il contesto, focalizziamoci sull’ultima parte del grafico, quella in discesa, corrispondente all’incirca all’anno solare 2013. Tenendo bene a mente questa parte di grafico, che corrisponde nei fatti alla caduta della liquidità in atto nell’economia reale, domandiamoci se davvero è possibile che, come ci hanno ripetuto ossessivamente in questi mesi, “la ripresa è alle porte” o “la ripresa è iniziata, dipende da noi” e simili. Può esserci ripresa, se manca moneta?

A riconferma di quanto detto, ecco il triste dato della realtà, che sconfessa certi presunti sondaggi sulla ripresa della fiducia (ah, la grande mancanza, questa fiducia, ma come facciamo a ripristinarla?!): notizia da Il Sole 24 Ore, titolo “In Italia calo record dei prestiti alle imprese: -5,9%”; svolgimento: “I prestiti alle imprese in Italia hanno segnato a novembre un calo del 5,9%, il più forte nelle serie storiche disponibili. Lo si legge nei dati della Banca centrale europea”. Il calo più forte, cioè una cosa mai vista.

Ovviamente, se tutto questo è stato fatto di proposito, vuol dire che c’è un obiettivo dichiarato, cioè l’impossessamento delle ricchezze e dei beni italiani. Hanno creato un sistema monetario che fa sorgere un debito, impagabile, dal nulla. E ora pretendono e pretenderanno di farlo pagare a noi, cioè pretenderanno i nostri beni perché saremo impossibilitati a pagare un debito impagabile. Tutto il resto è un triste contorno a questo piano, ormai evidente.

 


COMMENTI
07/01/2014 - Forza imprevisto e W Davide versus Golia (Carlo Cerofolini)

Siccome notoriamente il Diavolo insegna a fare le pentole ma non i coperchi, è molto probabile che alla fine - nonostante che l’Ue, l’Fmi, la Troika, finanza internazionale, nostri politici, ecc. facciano del loro meglio per fare del loro peggio e quindi portarci alla rovina - solo l’imprevisto ci salverà e comunque sempre W Davide versus Golia.