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SPY FINANZA/ Italia "fallita" dal 2011, ecco le prove

Pubblicazione:martedì 7 gennaio 2014

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Questo è il nodo: con chi andiamo a trattare la ristrutturazione? E chi gestirà questa operazione? L’addio di Fassina è un chiaro segnale al ministro Saccomanni, prima che a Letta: una sconfessione del suo operato travestita da reazione scomposta alla battuta da bulletto di quartiere del sopravvalutato sindaco di Firenze, uno che ha scoperto il blairismo con quindici anni di ritardo e senza contemplarne i limiti di azione politica? Penso di sì. C’è da stare molto attenti a quanto sta per accadere: i fronti di pericolo, infatti, sono molti. C’è il “taper” della Fed che rischia di destabilizzare i mercati emergenti e mandare in subbuglio i tassi di interesse globali, c’è la crisi interna all’eurozona (al di là degli spread, la situazione macro di molti Stati è nota a tutti), c’è un fermento tutto interno alla scena politica italiana che potrebbe scatenare appetiti speculativi.

C’è la rivalutazione delle quote di Bankitalia, poi, che di fatto garantisce alle banche - proprietarie vere di Palazzo Koch - il controllo delle riserve auree italiane, le quarte al mondo per grandezza. E se si arrivasse a mettere sul piatto quelle 2500 tonnellate di oro per abbattere un po’ lo stock di debito? Ma, poi, ci sono davvero ancora tutte quelle tonnellate oppure si è già cominciato a vendere? In camera caritatis, un funzionario del ministero dell’Economia mi ha detto chiaro e tondo che ci sono stati momenti, negli ultimi tre anni, in cui erano davvero a rischio i pagamenti di pensioni e stipendi: come si sono trovati quei soldi? Come ha continuato ad andare avanti la disgraziata Italia?

Un’uscita come quella del professor Savona, sposata con quell’entusiasmo da un quotidiano comeMF, mi ha fatto pensare e mi ha convinto che il nostro Paese sia di fatto già fallito tempo fa: abbiamo solo ottenuto tempo per gestire questo processo, ma ora stiamo arrivando al redde rationem, tocca dirlo chiaro e tondo ai cittadini e pagare il prezzo. Chi governerà questo momento, pari per importanza al secondo dopoguerra e con quale agenda? Siete sicuri che vi abbiamo raccontato le cose per come sono in questi anni? Sapete che esistono ben 7,4 milioni di lavoratori tedeschi che percepiscono uno stipendio di 450 euro al mese: ufficialmente si tratta di lavoratori “part-time”, ma spesso e volentieri questi lavoratori raggiungono tranquillamente le 40 ore settimanali di lavoro. Il risultato è un aumento esponenziale delle persone che rasentano la soglia delle povertà: 20%, con un 24,1% di lavoratori a basso salario. Sintomatico che questa percentuale sia di poco inferiore a quella di paesi in netta recessione, mentre la Germania, è bene ricordarlo, è tutt’ora in fase di crescita del Pil, peccato che questa dinamica sia garantita unicamente dall’export, in costante crescita, grazie al rapporto di cambio favorevole gestito durante la fase di definizione dell’euro.

E sapete che in Germania sono 1,5 milioni le persone che per mangiare si rivolgono alle mense dei poveri, un aumento esponenziale che sta facendo collassare i bilanci delle Onlus, molte delle quali non riescono più a dare il cibo gratis e devono farlo pagare, seppur a prezzi ridottissimi? Il 2012 è stato un anno particolarmente difficile: il 28 ottobre scorso l’Ufficio federale di statistica ha fatto sapere che il numero degli aventi diritto al reddito minimo garantito dal programma Sozialhilfe sono aumentati del 3,3% nel 2012 rispetto al 2011, passando da 332mila a 343mila. E a stare peggio è anche il ceto medio: secondo uno studio della fondazione Bertelsmann Stiftung, se nel 1997 circa il 65% dei cittadini tedeschi poteva considerarsi parte della middle class, la percentuale è scesa al 58% nel 2012. Cinque milioni in meno in 15 anni. E sto parlando della locomotiva Germania, non della Grecia.


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COMMENTI
08/01/2014 - Tecnici competenti (GIUSEPPE TATANGELO)

L'Italia è tecnicamente fallita dal 2011, e su questo non ci piove . La goccia che ha fatto traboccare il vaso l'ha provocata :le scelte della Merkel e Sarcosi e la passività d Berlusconi ( la cosa può essere oggetto di discussione). Dal 2012 ad oggi è la decisione della BCE di fare da Banca di ultima istanza " a modo suo " che salva la situazione, mentre le politiche economiche attuate in Italia dal 2012 l'hanno avvicinata ancora di più alla realtà " Greca". Spero chi comanda o comanderà saprà circondarsi di "tecnici competenti e geniali" e non di semplici ragionieri che con tasse e tagli ci stanno portando sempre più nella fossa.

 
07/01/2014 - Forse è una sciocchezza ma... (maurizio candelori)

io sono convinto che una svolta possa passare solo dalla riforma delal P.A. e con due provvedimenti pesanti.. 1) non sotituire personale che esce (per pensione o decesso) soprattuto in settori amministrativi favorendo un relativo aumento del personale su "strada" cioè operativi e non burocrati (polizia di pattuglia, operai dei comuni, tecnici, vigili di strada, ispettori ecc...) 2) (e questa è secondo una possibile novità), aprire al VOLONTARIATO NELLA P.A. in tantissimi settori!!!! Ci sono tanti uomini appassionati di tante cose e che farebbero certi lavori anche gratis pur di farlo. Del resto esistono già tanti volontari nelle ONLUS che reggono quasi tutta l'Italia dal punto di vista socio-sanitario! Questa apertura produrrebbe due decisivi vantaggi: a)abbattere i costi dei servizi; b)aumentare la produttività dei dipendenti remunerati che vedono come si lavora bene anche senza stipendio! Naturalmente la cosa va organizzata bene nel senso di adeguata formazione e responsabilità come per i dipendenti, ma a gratis (basterebbero poche ore a settimana) Io già faccio il volontario nel settore socio-sanitario ma lo farei anche in tanti uffici pubblici che mi fanno tracimare la bile quando li frequento!

 
07/01/2014 - Un pò di ottimismo (Santino Camonita)

Ma dott. Bottarelli, sono ormai un paio d' anni che continua a " gufare" dai suoi articoli, che il fallimento è ormai dietro l'angolo per cui si salvi chi può! E' inutile che propini ancora una giungla di numeri, percentuali, tabelle, tabelline , grafici e quant'altro per dire che siamo lì ,lì per affogare , che ormai è solo questione di giorni, anzi di ore ! Un pò di ottimismo diamine! Io sono convinto che noi italiani, checchè se ne dica abbiamo gli attributi per superare questa crisi, dobbiamo solo tirarli fuori, dobbiamo ricordarci ogni tanto che eravamo e siamo ancora "Roma Caput Mundi". Lei sarà sicuramente un competente, un " buon tecnico", per dirla in politichese, in materia economica, ma su con la vita e basta con articoli da depressione, appunto , un pò di ottimismo. Cordialmente la saluto.

 
07/01/2014 - ma ... (Eugenio Bravetti)

tosare un po di gole di queste persone che ci hanno portato fino a qui?...non risolve il problema ma si vive anche di soddisfazioni no?

 
07/01/2014 - E il Fiscal Compact? (Vulzio Abramo Prati)

Oltre a quanto correttamente riportato nell'articolo va considerato che il Fiscal Compact prevede che l'Italia rientri in un rapporto debito/PIL del 60%, dall'attuale 130%, nei successivi 20 anni. Indicativamente si parla di 45 miliardi per anno da recuperare oltre al pareggio di bilancio! Si può vendere tutto il vendibile, spremere oltre lo spremibile ma ho l'impressione che le cifre (900 miliardi di Euro)siano veramente oltre la nostra portata!

 
07/01/2014 - commento all'articolo (Gianluigi Lonardi)

Articolo condivisibile, manca solo l'analisi del perchè siamo arrivati a queste condizioni. Ed è comprensibile visto che la principale causa del dissesto è l'Italia stessa e per rendersi conto di questo basta guardare i saldi regionali. Non sarà l'unica causa ma questa secondo me è la maggiore. Se le varie zone d'Italia potessero secedere ed aggregarsi fra aree economicamente omogenee con monete adeguate al valore della loro economia forse ci sarebbe una possibiltà, ma così saremo distrutti tutti e il tricolore sarà il simbolo della sconfitta di tutti.

 
07/01/2014 - questione di priorità (francesco taddei)

(Reuters) - Vendita del patrimonio immobiliare pubblico e cessione delle municipalizzate. Da qui dovrebbe partire il piano di privatizzazioni del governo secondo il presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella che, in un'intervista, invita a mantenere la presenza nei settori strategici.

 
07/01/2014 - Chiaro, sed... (Francesco Giuseppe Pianori)

Chiaro! Sed veritas Domini manet in Aeternum... Confidiamo in Dio e ci tiriamo su le maniche.