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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Italia "fallita" dal 2011, ecco le prove

Il nostro Paese, sostiene MAURO BOTTARELLI, è di fatto già fallito tempo fa: abbiamo solo ottenuto tempo per gestire questo processo, ma ora stiamo arrivando al redde rationem

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«Uscire oggi dall’euro è un problema molto serio che richiede un’intensa azione diplomatica preparatoria per nuove alleanze, come lo richiede la messa a punto dei modi per restarci. Questi non possono essere l’aumento disordinato della pressione fiscale, alimentato dalla filosofia redistributiva dei redditi e della ricchezza dai presunti ricchi agli effettivi poveri che contraddistingue l’attuale “svolta dei quarantenni”. Se essi non provvedono a due interventi urgenti, la ristrutturazione del debito pubblico con garanzia di cessione del patrimonio dello Stato e il taglio di almeno il 3% della spesa pubblica, per acquistare tempo e procedere a una riforma radicale che richiede tempi lunghi, quella della Pubblica amministrazione, non usciremo dalla crisi, anzi ci addentreremo in essa. Lo Stato assorbe la metà del Pil ed è l’unico settore che si è espanso nel corso della crisi, mentre tutti gli altri si sono ridimensionati. Se poi i quarantenni mettono mano, sorretti dai fautori della crisi attuale, a una maggiore patrimoniale rispetto a quella che è già stata decisa, allora l’uscita dall’euro verrà causata da chi prenderà questa decisione. Einaudi non esiterebbe a chiamarli scriteriati».

Su MF-Milano Finanza di sabato 28 dicembre 2013 è stato pubblicato un articolo di Paolo Savona, professore emerito di politica economica, da cui ho estratto questo corpo centrale. Il quotidiano finanziario ha deciso di trasformare quell’articolo in una sorta di manifesto per il governo attuale, una guida per uscire dai marosi della crisi e riuscire a ripartire. Mi pare un qualcosa degno di nota, più che altro perché pone tre seri problemi e tre clamorose novità. Primo, si parla chiaramente di ristrutturazione del debito pubblico con garanzia di cessione del patrimonio dello Stato. Secondo, un quotidiano che certo non può essere ritenuto estremista - e che si occupa di economia e finanza - fa sua questa tesi. Terzo, si prospetta chiaramente il rischio di una patrimoniale, ovvero quella repressione finanziaria di cui vi sto parlando in questi giorni.

Paolo Savona e le sue tesi sono state ospitate anche sulle pagine de ilsussidiario.net e sono sempre state connotate da grande lucidità, in un panorama di false speranze e ancor più false prospettive di uscita dalla crisi. Io penso che siamo giunti a una svolta: come scrivevo la scorsa settimana, paesi ad alto tasso di indebitamento come l’Italia hanno superato il punto di non ritorno della ratio debito/Pil, siamo all’insostenibilità assoluta dei costi del servizio di quel debito e quindi dovremo ristrutturarlo. Ma come e chi gestirà quel processo? L’attuale governo o quello che Matteo Renzi vuol far nascere già in primavera, accorpando politiche ed europee?

L’attacco a Stefano Fassina, con conseguenti dimissioni del vice-ministro dell’Economia, è un segnale molto chiaro che Enrico Letta farebbe bene a non ignorare: si sta giocando una partita tutta politica sulla pelle del Paese e dei suoi cittadini, i quali stanno già pagando - insieme alle imprese, che muoiono come mosche - il conto salato al credit crunch che va avanti dal 2011. Spacciare la discesa dello spread come la panacea di molti, se non tutti, i mali è forse un modo serio di intervenire? Direi di no, il problema è che ristrutturare il debito significa rivedere scadenze e coupon, significa la via greca senza l’emergenzialità ellenica: ma a chi è in mano il nostro debito pubblico? Alle nostre banche, solo il 30% è in mano a investitori internazionali.


COMMENTI
08/01/2014 - Tecnici competenti (GIUSEPPE TATANGELO)

L'Italia è tecnicamente fallita dal 2011, e su questo non ci piove . La goccia che ha fatto traboccare il vaso l'ha provocata :le scelte della Merkel e Sarcosi e la passività d Berlusconi ( la cosa può essere oggetto di discussione). Dal 2012 ad oggi è la decisione della BCE di fare da Banca di ultima istanza " a modo suo " che salva la situazione, mentre le politiche economiche attuate in Italia dal 2012 l'hanno avvicinata ancora di più alla realtà " Greca". Spero chi comanda o comanderà saprà circondarsi di "tecnici competenti e geniali" e non di semplici ragionieri che con tasse e tagli ci stanno portando sempre più nella fossa.

 
07/01/2014 - Forse è una sciocchezza ma... (maurizio candelori)

io sono convinto che una svolta possa passare solo dalla riforma delal P.A. e con due provvedimenti pesanti.. 1) non sotituire personale che esce (per pensione o decesso) soprattuto in settori amministrativi favorendo un relativo aumento del personale su "strada" cioè operativi e non burocrati (polizia di pattuglia, operai dei comuni, tecnici, vigili di strada, ispettori ecc...) 2) (e questa è secondo una possibile novità), aprire al VOLONTARIATO NELLA P.A. in tantissimi settori!!!! Ci sono tanti uomini appassionati di tante cose e che farebbero certi lavori anche gratis pur di farlo. Del resto esistono già tanti volontari nelle ONLUS che reggono quasi tutta l'Italia dal punto di vista socio-sanitario! Questa apertura produrrebbe due decisivi vantaggi: a)abbattere i costi dei servizi; b)aumentare la produttività dei dipendenti remunerati che vedono come si lavora bene anche senza stipendio! Naturalmente la cosa va organizzata bene nel senso di adeguata formazione e responsabilità come per i dipendenti, ma a gratis (basterebbero poche ore a settimana) Io già faccio il volontario nel settore socio-sanitario ma lo farei anche in tanti uffici pubblici che mi fanno tracimare la bile quando li frequento!

 
07/01/2014 - Un pò di ottimismo (Santino Camonita)

Ma dott. Bottarelli, sono ormai un paio d' anni che continua a " gufare" dai suoi articoli, che il fallimento è ormai dietro l'angolo per cui si salvi chi può! E' inutile che propini ancora una giungla di numeri, percentuali, tabelle, tabelline , grafici e quant'altro per dire che siamo lì ,lì per affogare , che ormai è solo questione di giorni, anzi di ore ! Un pò di ottimismo diamine! Io sono convinto che noi italiani, checchè se ne dica abbiamo gli attributi per superare questa crisi, dobbiamo solo tirarli fuori, dobbiamo ricordarci ogni tanto che eravamo e siamo ancora "Roma Caput Mundi". Lei sarà sicuramente un competente, un " buon tecnico", per dirla in politichese, in materia economica, ma su con la vita e basta con articoli da depressione, appunto , un pò di ottimismo. Cordialmente la saluto.

 
07/01/2014 - ma ... (Eugenio Bravetti)

tosare un po di gole di queste persone che ci hanno portato fino a qui?...non risolve il problema ma si vive anche di soddisfazioni no?

 
07/01/2014 - E il Fiscal Compact? (Vulzio Abramo Prati)

Oltre a quanto correttamente riportato nell'articolo va considerato che il Fiscal Compact prevede che l'Italia rientri in un rapporto debito/PIL del 60%, dall'attuale 130%, nei successivi 20 anni. Indicativamente si parla di 45 miliardi per anno da recuperare oltre al pareggio di bilancio! Si può vendere tutto il vendibile, spremere oltre lo spremibile ma ho l'impressione che le cifre (900 miliardi di Euro)siano veramente oltre la nostra portata!

 
07/01/2014 - commento all'articolo (Gianluigi Lonardi)

Articolo condivisibile, manca solo l'analisi del perchè siamo arrivati a queste condizioni. Ed è comprensibile visto che la principale causa del dissesto è l'Italia stessa e per rendersi conto di questo basta guardare i saldi regionali. Non sarà l'unica causa ma questa secondo me è la maggiore. Se le varie zone d'Italia potessero secedere ed aggregarsi fra aree economicamente omogenee con monete adeguate al valore della loro economia forse ci sarebbe una possibiltà, ma così saremo distrutti tutti e il tricolore sarà il simbolo della sconfitta di tutti.

 
07/01/2014 - questione di priorità (francesco taddei)

(Reuters) - Vendita del patrimonio immobiliare pubblico e cessione delle municipalizzate. Da qui dovrebbe partire il piano di privatizzazioni del governo secondo il presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella che, in un'intervista, invita a mantenere la presenza nei settori strategici.

 
07/01/2014 - Chiaro, sed... (Francesco Giuseppe Pianori)

Chiaro! Sed veritas Domini manet in Aeternum... Confidiamo in Dio e ci tiriamo su le maniche.