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PATTO DI COALIZIONE/ Ecco come Ue e sindacati possono distruggerlo

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Angelino Alfano ed Enrico Letta  Angelino Alfano ed Enrico Letta

Le riforme strutturali di cui ha bisogno questo Paese non produrranno effetti benefici nell’arco di poche settimane. Lo scambio tra riforme e allentamento dei vincoli sul deficit è semmai un discorso futuribile, ammesso che questo “do ut des” sia possibile. Lo stato dei rapporti al momento però non lo consente, anche per le perplessità che la Commissione Ue ha sulla manovra italiana.

 

Che cosa ne pensa del Job Act proposto da Renzi?

Lo ritengo piuttosto una copertina dei problemi del lavoro piuttosto che una loro soluzione. Non si può non essere d’accordo con il segretario del Pd sul fatto che il sistema degli ammortizzatori sociali vada riformato. Poi però bisognerà entrare nel merito dei problemi, rispetto a cui ci sono idee diverse all’interno dei partiti, tra gli stessi giuslavoristi e nei sindacati.

 

In che cosa differisce la posizione dei sindacati?

Ieri il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha parlato della necessità di una maggiore tutela per tutti, compresi i precari. Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, ha invece aperto la porta all’ipotesi del contratto unico. È un percorso ancora da definire nei dettagli, e quando si arriva a questo punto i dettagli sono molto importanti. Renzi ha fatto bene a porre il problema della necessità di una riforma del lavoro. Da un punto di vista politico però tutto ciò va tradotto in qualcosa che vada al di là di un manifesto. Bisogna quindi confrontarsi con le idee diverse che ci sono anche nello stesso Pd di Renzi.

 

Ritiene che la spending review debba passare anche da una ridefinizione delle pensioni?

Non si può continuamente accrescere il grado di incertezza da parte dei cittadini. La riforma Fornero del 2011 ha alzato l’età pensionabile in modo coerente, e andare a ridiscutere oggi un nuovo assetto delle pensioni mentre non è ancora chiaro ciò che si vuole fare sul fronte del lavoro mi sembra un’operazione acrobatica.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
08/01/2014 - Ridurre subito del 50% costi della politica & C. (Carlo Cerofolini)

E se tutti i costi legati alla politica, organi costituzionali, authorities, ecc. compresi e a tutte le partecipate si riducessero subito del 50%, visto che costano dal doppio al triplo rispetto ad altri paesi europei - per decreto legge e/o altro – non è che ci sarebbero subito disponibili decine di miliardi da usare per abbattere pressione, cuneo fiscale ecc. e rilanciare così alla grande l’economia, con tanti saluti all’Ue e stonata compagnia cantante?