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SPY FINANZA/ La "batosta" pronta per l’Italia

Insomma, tocca agire. E Draghi lo farà, la conferma a mio avviso si è avuto ieri con la domanda record per i bond decennali irlandesi dopo l’uscita del Paese dal programma di salvataggio, che ha visto i tassi al livello più basso da quando Dublino è tornata sul mercato obbligazionario internazionale lo scorso marzo: 3,22% all’asta dal 3,32% di apertura delle contrattazioni e con una domanda che ha ecceduto il controvalore di 9 miliardi di euro. Per Ryan McGrath, bond dealer all’irlandese Cantor Fitzgerald, «questo risultato farà bene alle prossime emissioni delle altre nazioni periferiche dell’Ue».

Se la Bce agisce, ci sarà ancora un po’ di tempo, ma non facciamoci troppe illusioni, il futuro italiano sarà da lacrime e sangue. Non lo dico io, lo ha detto il direttore generale della Bce, il tedesco Asmussen, all’edizione tedesca del Wall Street Journal il 25 ottobre 2013, prima di sapere che il suo futuro sarebbe stato quello di vice-ministro nella nuova Grosse Koalition tedesca. Ecco le sue parole: «L’Italia è troppo grande per essere salvata dall’esterno, ma l’Italia è strategica per l’Europa». Quindi? L’unica soluzione possibile è salvarsi con risorse da trovare al proprio interno, ovvero una drammatica riduzione del debito e repressione finanziaria. 

 

P.S.: L’asta irlandese non vi pare un indizio sufficiente per essere certi che la Bce darà vita a una nuova asta di rifinanziamento o, nel caso, ad acquisti obbligazionari senza sterilizzazione? Guardate qui: è il rendimento toccato ieri dal bond a 2 anni italiano, lo 0,996%, il minimo di tutti i tempi, sotto quota 1%. Ma siamo sempre l’Italia della disoccupazione al 12,3%, della domanda azzerata, del potere d’acquisto falcidiato, delle piccole e medie imprese che muoiono come mosche, delle tasse stratosferiche, delle banche stracariche di titoli di Stato e di sofferenze. Come si spiega questa miracolo, secondo voi?

 

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COMMENTI
08/01/2014 - Nuove ricette per vecchi problemi (GIUSEPPE TATANGELO)

Le ricette tedesche in Italia non hanno mai funzionato. A parte la necessità di mantenere in ordine i conti pubblici l'Italia avrebbe bisogno d'investimenti ( nelle telecomunicazione sostituire le fibre ottiche al rame... ammodernare le ferrovie regionali..) per tornare a crescere. Il problema è dove e come trovare i capitali senza che le finanze pubbliche siano coinvolte.

 
08/01/2014 - il mio sostegno (loris SOleri)

Voglio esprimere a Bottarelli tutto il mio sostegno: è uno dei pochissimi che dice quello che dice, la verità, o almeno la cerca onestamente. Continuerò a leggerla, caro Mauro. Questo sito dovrebbe esistere anche solo per darle spazio.

 
08/01/2014 - Questo miracolo (Giuseppe Crippa)

Se i miracoli avessero una spiegazione non sarebbero tali, caro Bottarelli.