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SPY FINANZA/ La "batosta" pronta per l’Italia

Pubblicazione:mercoledì 8 gennaio 2014

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Devo dire che mi sento meno solo da ieri. Già, perché anche qualcun’altro, qualcuno con un peso specifico un po’ maggiore del mio, ha sentito il bisogno di smentire la visione eccessivamente ottimistica, quando non irreale, che il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha del Paese e del suo stato di salute dal punto di vista economico. Ieri è stata Confcommercio a smentire il ministro, il quale il giorno della Befana aveva previsto per quest’anno una diminuzione della tasse. Non è affatto così: nel 2013 la pressione fiscale è salita al 44,3%, toccando un nuovo livello record, e nel 2014 resterà ben oltre il 44%, lasciando la riduzione delle tasse solo un’illusione. Come si può pensare che con una pressione fiscale simile, cui va a sommarsi il cuneo che grava sul costo del lavoro, si possa agganciare la ripresa - la quale, tra l’altro, è vista solo dai politici - rimane un interrogativo assoluto.

Per Confcommercio, è «uno scenario che, per riavviare il processo di crescita, richiede più coraggio e più incisività nei tagli alla spesa pubblica e, soprattutto, politiche fiscali dal lato dell’offerta, a cominciare da un’incisiva riduzione degli oneri fiscali che gravano sui fattori produttivi, primo fra tutti il lavoro». Ma guarda un po’ che coincidenza di vedute. E ancora: «Non spostare o rimodulare, ma ridurre, semplicemente ridurre in modo certo, progressivo e sostenibile la pressione fiscale è l’esigenza fondamentale di lavoratori, imprese, pensionati. È il solo modo, questo, per rilanciare le forze produttive vitali, ben presenti nel nostro Paese». per Saccomanni, invece, «nel prossimo triennio le tasse si ridurranno di ben 9 miliardi, con un calo graduale anno per anno. È un impegno che ho preso, con l’Europa e con gli italiani, e che oggi rilancio».

E dove troverà le risorse? «Si troveranno dalla spending review e dal provvedimento sul rientro dei capitali, che vareremo all’inizio di febbraio». Non solo, le misure saranno finanziate anche dal recupero dell’evasione fiscale, che quest’anno sarà intensificata. Ovvero, la stessa ricetta che sentiamo da almeno il 2010 e che ha portato risultati pari a zero: la spending review non ha tagliato nulla, tantomeno la spesa improduttiva, la lotta all’evasione fiscale porta qualcosa ma certamente meno del danno che le tasse non pagate fanno all’economia - vista l’utilità dei blitz stile Cervinia, che hanno solo allontanato facoltosi turisti stranieri verso la Svizzera o l’Austria - e il rientro dei capitali, di fatto un condono, abbiamo visto quanto abbia inciso quando fu varato dal governo Berlusconi. Non per altro, perché per rientrare io che ho i soldi all’estero voglio garanzie e un bello sconto vantaggioso, altrimenti restano in Lussemburgo e tanti saluti. È la prassi, non ci vuole uno scienziato.


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COMMENTI
08/01/2014 - Nuove ricette per vecchi problemi (GIUSEPPE TATANGELO)

Le ricette tedesche in Italia non hanno mai funzionato. A parte la necessità di mantenere in ordine i conti pubblici l'Italia avrebbe bisogno d'investimenti ( nelle telecomunicazione sostituire le fibre ottiche al rame... ammodernare le ferrovie regionali..) per tornare a crescere. Il problema è dove e come trovare i capitali senza che le finanze pubbliche siano coinvolte.

 
08/01/2014 - il mio sostegno (loris SOleri)

Voglio esprimere a Bottarelli tutto il mio sostegno: è uno dei pochissimi che dice quello che dice, la verità, o almeno la cerca onestamente. Continuerò a leggerla, caro Mauro. Questo sito dovrebbe esistere anche solo per darle spazio.

 
08/01/2014 - Questo miracolo (Giuseppe Crippa)

Se i miracoli avessero una spiegazione non sarebbero tali, caro Bottarelli.