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FISCO/ Imprenditore evade l'Iva per colpa della crisi: la Cassazione lo assolve

Chi non versa l’Iva a causa della crisi di liquidità dovuta al fallimento del cliente principale non commette reato. È questa la decisione della Corte di Cassazione sezione penale

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Chi non versa l’Iva a causa della crisi di liquidità dovuta al fallimento del cliente principale non commette reato. È infatti da considerarsi un evento estraneo alla volontà del contribuente. È questa la decisione della Corte di Cassazione sezione penale con sentenza numero 40394, che è stata depositata ieri. In pratica la vicenda riguarda il rappresentante legale di un’impresa finito sotto accusa per non aver versato l’imposta, un reato previsto dall’articolo 10 ter del Dlgs 74/2000, che prevede la reclusione da sei mesi a due anni per chiunque non versa l’Iva dovuta, per un ammontare superiore a cinquantamila euro per ciascun esercizio. Tuttavia l’imprenditore si è difeso sostenendo l’assenza del dolo: non ha pagato perché il suo unico cliente è fallito e si è quindi inserito al passivo. La vicenda è riportata da “Italia Oggi”. I giudici hanno quindi annullato con rinvio la condanna pronunciata dalla Corte d’Appello di Catania. In più la Cassazione ha invitato i giudici d’Italia a decidere in casi come questo non secondo un principio generale ma seguendo la peculiarità del caso. (Serena Marotta)

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