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FINANZA/ Il "trucco" della Merkel per non fare le riforme

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Se noi abbiamo un debito pubblico molto elevato è anche perché non abbiamo ricevuto i capitali che ha ottenuto la Germania, oltre 1.000 miliardi di euro, all’indomani dell’unificazione. Questa somma è stata erogata sotto forma di aiuti, non di debiti. Se poi si aggiunge che l’euro è stato cambiato sul marco con un rapporto di uno a uno, e che secondo studi di ricercatori tedeschi oggi il marco si sarebbe rivalutato del 40% se non ci fosse stato l’euro, si comprende perché la Germania è in una condizione migliore dell’Italia. Il nostro Paese non ha ricevuto le stesse somme dall’Ue per il Mezzogiorno.

 

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L’Italia è costretta a dover presentare un suo programma di riforme perché ce lo chiede l’Europa, mentre l’Ue dovrebbe pensare prima a modificare i trattati europei, perché di questo non si parla mai. Nel 1998, quando è nata la Bce, ci fu un manifesto di premi Nobel in cui si affermava che lo statuto della banca centrale era sbagliato perché non si può guardare soltanto all’inflazione. I premi Nobel proponevano quindi di modificare lo statuto della Bce sul modello di quello della Fed, perseguendo come obiettivi anche la crescita e l’occupazione, e facendo della banca centrale il prestatore di ultima istanza. È questa la riforma che andrebbe fatta, anziché parlare soltanto di riforme interne. Se non cambiano queste regole ci troveremo sempre nelle stesse condizioni disastrate di prima.

 

(Pietro Vernizzi)

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