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SPY FINANZA/ La "bomba" pronta a scoppiare in Germania

Pubblicazione:sabato 11 ottobre 2014

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L’economia tedesca ha avuto un robusto inizio di anno, ma è andata in territorio negativo dello 0,2% nel secondo trimestre, tanto che alcuni economisti non hanno escluso che la Germania finisca in recessione tecnica nel terzo trimestre, cioè conosca due trimestri consecutivi di contrazione. «Dopo il rallentamento dell’attività economica nel secondo trimestre e la probabile stagnazione del terzo trimestre dell’anno, l’economia si è ripresa a fatica», hanno evidenziato l’Ifo Institute di Monaco di Baviera, il Rwi di Essen, il Diw di Berlino e l’Istituto per la ricerca economica di Halle, invitando il governo tedesco a migliorare le condizioni d’investimento e i fattori di crescita.

Ed ecco il campanello d’allarme, proprio legato alla questione del surplus: «È giunto il momento di investire», hanno affermato in una nota congiunta. Il tutto mentre giovedì i dati sul commercio con l’estero diffusi da Destatis, l’agenzia di statistica federale, hanno evidenziato una caduta mensile delle esportazioni del 5,8% ad agosto (erano cresciute del 4,8% mese su mese a luglio), il calo maggiore dal gennaio del 2009. Il surplus commerciale della Germania, dunque, si è attestato a 17,5 miliardi (destagionalizzato) in calo dai 22,2 miliardi di euro del mese di luglio mentre il surplus delle partite correnti ad agosto è sceso a 10,3 miliardi di euro dai 20,1 in luglio, a causa soprattutto di un decremento del settore servizi: nell’agosto 2013 l’avanzo era di 7,9 miliardi.

La situazione dell’economia tedesca, dopo il taglio delle stime di crescita anche da parte del Fondo monetario internazionale, appare quindi sempre più preoccupante, tanto che gli economisti di Ifo (Monaco), Rwi (Essen), Diw (Berlino) e l’Istituto per la ricerca economica (Halle) hanno invitato, come detto poco fa, il governo di Angela Merkel a stimolare la crescita aumentando gli investimenti in infrastrutture e hanno inoltre segnalato l’effetto negativo sull’outlook economico che in Germania avrà l’applicazione del salario minimo, un provvedimento che invece, a detta di Angela Merkel, stimolerà la domanda interna, quantificando in 9 miliardi di euro il suo effetto.

Alla luce di tutto questo, cari lettori, non posso che ripetere quanto dicevo due settimane fa: via subito da questa Europa, senza alcuna esitazione.

 

(2- fine)

 

P.S.: Per la serie, stampare moneta è la soluzione a tutti i mali, ecco che il Giappone è appena entrato nella sua quarta fase recessiva dal 2008 a oggi, come ci mostra questo grafico. È valsa proprio la pena che le banche centrali abbiano speso 11 trilioni di dollari per attivare la ripresa...

 



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