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FINANZA E POLITICA/ Le "forbicine" di Renzi fanno a pezzi la spending review

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Quelli sull’indebitamento netto dei singoli ministeri sono per fortuna numeri piccoli, il che vuol dire che non c’è bisogno di tagli più rilevanti. Nello stesso tempo sono sicuramente dei palliativi, in quanto non si vede un disegno organico sottostante e non siamo aiutati nel cercare di individuarlo.

 

Dove sono finiti i tagli agli sprechi delle municipalizzate?

Non ce n’è traccia, eppure bastava un provvedimento molto semplice per fare in modo che gli enti locali accorpassero le partecipate di loro spontanea iniziativa. Oppure basterebbe stabilire che gli incarichi di amministratore e di consigliere d’amministrazione non sono remunerabili. Dal momento che la principale attività delle municipalizzate è quella di produrre poltrone, se si stabilisce che queste ultime non sono remunerabili, scompaiono tanto le poltrone quanto le partecipate.

 

Il taglio delle Province ha consentito dei risparmi considerevoli?

Per il momento l’unico risparmio visibile è quello legato alle elezioni. I risparmi si possono avere riordinando le competenze delle province e mettendoli a carico degli enti che sono meglio in grado di svolgerle. È giusto, per esempio, dare autonomia di budget agli edifici scolastici, e d’altra parte le strade sono tutte grigio scure: non credo che le province dell’Emilia Romagna le facciano rosse e quelle della Lombardia azzurre o verdi. Non c’è quindi bisogno di un indirizzo politico a questo livello.

 

(Pietro Vernizzi)



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