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GEO-FINANZA/ Così il debito può scatenare un'altra guerra mondiale

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Tutto questo fu stravolto da eventi geopolitici che hanno trasformato il corso della storia e il destino dei popoli nel mondo. Il successivo Segretario generale dell’Onu (‘92-’96), il diplomatico egiziano Boutros Boutros-Ghali, che dovette confrontarsi con la potenza americana che dal 1993 cambiò radicalmente politica estera (Amministrazione Clinton) sostituendo la gestione politica con l’interventismo militare, presentò “una agenda per la pace“ che privilegiò il Consiglio di sicurezza a scapito dell’Assemblea generale. Il diritto internazionale fu così trasformato in diritto interstatale dell’uso della forza per scopi umanitari. I principi umanitari occidentali prevalsero sui diritti dei popoli, delle nazioni e degli stati.

Del piano per la risoluzione politica del debito lanciato dal suo predecessore non se ne ebbe più notizia, mentre la questione del debito fu trasformata da politica ad attuariale. Prevalse così un approccio intergovernativo, gestito dalle organizzazioni sopranazionali (Banca mondiale, Fmi, Ocse), che impose un unico metodo di gestione del debito: spingere la crescita attraverso misure di austerità delle finanze pubbliche e riforme strutturali tendenti al cambiamento dei regimi di governo. Il dominio mondiale della potenza egemone, gli Usa e il dollaro, era ormai assicurato dall’organizzazione mondiale.

La crisi del sistema del credito americano del 2007 e quella del debito europeo nel 2008 hanno segnato l’apice della sostenibilità del sistema del debito sviluppatosi con la deregolamentazione a partire dagli anni ‘80. Lo squilibrio mondiale ha provocato l’acutizzarsi delle disparità e delle asimmetrie sociali, con livelli drammatici in Europa dove, per la prima volta dall’inizio del XX secolo, è messa in pericolo la relazione tra democrazia e sviluppo economico. In altre aree del mondo si moltiplicano i conflitti armati, le insurrezioni, e si riaffermano assunti e dogmi di rigida ispirazione religiosa. Quattro fenomeni formano un’unica cuspide che sta intimorendo il mondo: l’insicurezza; la paura; la costrizione; l’impotenza. Fenomeni che continuano a castrare lo sviluppo economico e che sospingono la rottura dell’equilibrio sociale.

Per evitare il peggio è quanto mai necessario uno scatto etico che imponga ai governi di affrontare la causa primaria che ha portato a questo stadio la civilizzazione occidentale e che rischia di coinvolgere l’intero pianeta in un conflitto lungo e autodistruttivo: il debito!

Un progetto strategico che l’Unione europea potrebbe lanciare è di chiamare subito una conferenza multilaterale per la gestione del debito. Una nuova conferenza che sostituisca il sistema agonizzante di Bretton Woods è imprescindibile. La gestione concordata e guidata del caos è certamente un obiettivo che ci riguarda tutti. L’alternativa alla gestione concordata del caos è lo scontro, la prova di forza per imporre il proprio dominio. In un tale scenario disastroso né l’Unione europea, né l’euro potranno sopravvivere. 



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COMMENTI
12/10/2014 - Doppio inganno (Renato Mazzieri)

Complimenti per l'eccezionale chiarezza: il capitale è riuscito a ridurre gli stipendi per aumentare i profitti e ad indebitare tutti per sostenere i consumi. Un doppio inganno.