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Economia e Finanza

GEO-FINANZA/ Così il debito può scatenare un'altra guerra mondiale

Il problema principale che vivono tutte le società sul pianeta è il complesso rapporto, sempre più asimmetrico, tra creditore e debitore. L’analisi di PAOLO RAFFONE

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Il problema principale che vivono tutte le società sul pianeta è il complesso rapporto, sempre più asimmetrico, tra creditore e debitore. Maggiore è la distanza tra creditore e debitore e maggiore è il potere (invisibile ma concreto) di chi ne gestisce le relazioni transazionali. Su di esso sono costruiti tutti i sistemi economici, finanziari e politici del pianeta. Che il rapporto debitore/creditore sia il motore del mondo da oltre duemila anni è fatto conclamato. Tuttavia, la storia ci insegna che questo complesso rapporto, che nasconde le ragioni delle guerre e del dominio tra e sui popoli, ha subito delle modifiche profonde nei primi anni del XX secolo, e dopo le due guerre mondiali un’ulteriore rivoluzione (a colpi di deregolamentazione e di dottrine neoliberiste).

Il nesso tra sviluppo ed espansione della democrazia e crescita del debito non può sfuggire. Nel periodo degli anni ‘70-’80 i governi hanno iniziato a emettere titoli di debito basati su prestiti collettivi di soggetti privati bancari, e successivamente hanno accettato di “parcellizzare” (titrizzare) i propri titoli di debito per crearne dei nuovi, sempre gestiti da quei soggetti privati. Così è nato un sistema perverso ed esponenziale di debito interplanetario e interdipendente che attanaglia la vita degli stati e dei cittadini in tutto il pianeta.

Ormai risulta sempre più difficile risalire al debito originario, individuare le cause del rapporto tra il titolare del credito e del debito, mentre è evidente che il sistema fornisce un alibi perfetto per imporre lo sfruttamento basato sul pagamento oneroso del servizio debitorio e creditorio. Cliccando qui potrete vedere una mappa del debito elaborata nel 2013 dal New York Times.

Quando le Nazioni Unite avevano ancora lo spirito del ‘46 e godevano del servizio di personale qualificato secondo quei parametri etici, lanciarono l’allarme negli anni ‘80. L’allora Segretario generale (‘82-’91), il diplomatico peruviano Javier Perez de Cuellar, lanciò nel 1989 il programma per il “partenariato mondiale per lo sviluppo”, che includeva “un sistema finanziario e degli scambi non discriminatorio, aperto, basato sulle regole, e prevedibile” e un “accordo mondiale per la sostenibilità del debito nel lungo termine”. Seguì nel 1991 il rapporto Craxi sul debito mondiale, che dettagliava le misure possibili per un approccio mondiale e condiviso per eliminare o ridurre significativamente il debito.


COMMENTI
12/10/2014 - Doppio inganno (Renato Mazzieri)

Complimenti per l'eccezionale chiarezza: il capitale è riuscito a ridurre gli stipendi per aumentare i profitti e ad indebitare tutti per sostenere i consumi. Un doppio inganno.