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SPY FINANZA/ La "fuga" sospetta dai mercati che può aprire un'altra crisi

Il mercato continua a spingere per una recessione, mentre le banche centrali per una reflazione delle bolle scoppiate: uno scontro che può provocare danni, come spiega MAURO BOTTARELLI

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Comincio a sentire la mancanza degli euroentusiasti e degli ottimisti a oltranza, per caso ne avete notizia? Scherzi a parte, i rischi aumentano e a occhio e croce nessuno pare in grado di saper gestire la situazione. Guardate il grafico a fondo pagina: riporta i dati relativi al sistema Target2 relativi ad agosto e settembre, ovvero i flussi di capitale all’interno dell’eurozona come tracciati dal mega-bancomat dell’Ue. Come potete notare, un solo Paese vede un movimento in uscita, ovvero un outflow di capitali, l’Italia. La gente scappa a causa di Beppe Grillo o di Matteo Salvini? La gente scappa per la finanziaria monstre, alla faccia della non necessità di una manovra correttiva come vi dicevo fin dalla scorsa primavera, messa in piedi dall’esecutivo? Oppure, visto l’andamento del tracciato tedesco di flusso, siamo di nuovo al 2011, ovvero non solo Pioneer Investments sta scaricando l’Italia, ma forse anche qualche altro investitore, magari tedesco e magari che sta fuggendo a gambe levate dal nostro sistema bancario?

Mah, qualcosa non torna. E non lo dico io, bensì la Banca d’Italia nel Supplemento al bollettino statistico “Finanza pubblica” pubblicato ieri, dal quale si evince che ad agosto il debito pubblico italiano è calato di 20,5 miliardi, a 2.148,4 miliardi. Bene, direte voi? Mica troppo. Leggiamo bene a cosa è dovuta questa contingenza: il calo è stato determinato dalla riduzione di 27,3 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro (pari a fine agosto a 82,4 miliardi; 46,4 ad agosto 2013), che ha più che compensato il fabbisogno del mese (6,9 miliardi), mentre l’emissione di titoli sopra la pari, l’apprezzamento dell’euro e gli effetti della rivalutazione dei Btp indicizzati all’inflazione (BTPi) hanno contenuto l’incremento del debito per 0,1 miliardi.

Insomma, il debito è calato ma in cassa ci sono 27 miliardi in meno: quindi, di fatto il debito è salito di 7 miliardi. E a cosa sono serviti quei soldi spesi dal Tesoro? Temo, fortemente, a calmierare lo spread da agosto a oggi a fronte delle fughe di capitali, per l’esattezza 30,3 miliardi ad agosto e 37 a settembre: insomma, il buon Padoan sta operando sul mercato al posto di Draghi, visto che a fronte di un bye bye di capitali da 30,3 miliardi ad agosto, casualmente nello stesso mese il Tesoro ha messo mano a 27 miliardi di soldi in cassa, evitando di fare nuovo debito per tamponare. Cosa vi avevo detto io a inizio agosto, quando la cancellazione delle aste in programma mi aveva fatto suonare il campanello d’allarme, soprattutto per il fatto che la motivazione era la non necessità di fare cassa grazie alle disponibilità sufficienti di finanziamento? Ecco fatto, 27 miliardi sono andati in onore dello spread sotto quota 150. Quando usciranno i dati di settembre, avremo la riprova: se per caso dalla cassa saranno spariti altri 30 miliardi o giù di lì, il giochino sarà svelato? Ma per quanto si può andare avanti così?