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FINANZA/ Borghi: Barroso svela "l'inganno" di euro e Ue

José Manuel Durão Barroso (Infophoto) José Manuel Durão Barroso (Infophoto)

Dal 2008 in avanti la performance economica dell’Europa con l’euro e di quella senza euro è stata molto diversa. Non c’è quindi bisogno di fare paragoni con il Giappone o gli Stati Uniti per comprendere quali sono stati gli effetti causati dall’euro. Il confronto tra le due Europe diventa ancora più eclatante se si considera che l’Eurozona include la Germania, che pure è beneficiaria dell’attuale situazione. Se si facesse il confronto tra l’Europa senza euro e quella con l’euro, ma escludendo la Germania, probabilmente la forbice sarebbe ancora più grande.

 

Il Governo dovrebbe adattarsi alle indicazioni Ue sulla Legge di stabilità o rischiare la procedura d’infrazione?

Bisogna sempre vedere che cosa si ottiene rischiando la procedura d’infrazione. Sforare come scelta fine a se stessa, senza risolvere i problemi interni che bloccano la competitività, non ha senso. La Francia non uscirà dalla crisi pur sforando. Parigi non ha mai rispettato il rapporto deficit/Pil del 3%, ma non per questo ha risolto i suoi problemi, semplicemente sta rimandando l’inevitabile. Se ci si continua a rifiutare di ammettere l’insostenibilità della situazione, le diverse scelte possono produrre effetti semplicemente per quanto riguarda il tempo. Una migliore politica fiscale può essere semplicemente mirata a un miglioramento momentaneo della qualità di vita di cittadini stremati. Non può però essere risolutiva della situazione, che senza abbandonare la moneta unica non potrà mai essere superata.

 

(Pietro Vernizzi)

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