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SPY FINANZA/ Crollo Borse, l'Italia è il "bersaglio"

La giornata da tregenda vissuta ieri dalle Borse europee è soltanto il primo campanello d’allarme, la prova generale. Ne è convinto MAURO BOTTARELLI, che ci spiega perché

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Lo scossone doveva arrivare ed è arrivato. La giornata da tregenda vissuta ieri dalle Borse europee è soltanto il primo campanello d’allarme, la prova generale. Domani, infatti, su molto debito periferico europeo scadono le opzioni e potrebbe davvero diventare una situazione da allarme rosso. Ma, soprattutto, non fatevi prendere in giro da chi ha gettato tutte le responsabilità del crollo di ieri sulla Grecia e sull’allarme di Fitch riguardo le carenze di capitale delle banche elleniche che emergerebbero con gli stress test: Atene è stata soltanto la miccia, il bersaglio grosso è stato l’Italia. Non a caso Milano ha subito il calo peggiore nel pomeriggio, non a caso il nostro spread è volato in un attimo a 170 punti base, salvo ritracciare grazie agli acquisti delle banche su richiesta di Governo e Bce: attenzione però, ciò che qualcuno scaricava a piene mani, da ieri è a bilancio di quegli stessi istituti. O magari, ancora una volta, del Tesoro, come vi dicevo ieri.

Le forze di mercato, quelle che prezzano realmente lo stato delle cose e spingono per una nuova crisi sostanzialmente del combinato debito-credito, ieri hanno lanciato la sfida alle banche centrali e alla loro idea di mantenere in equilibrio un sistema dopato e in netto squilibrio macro semplicemente inondandolo di soldi facili: come avete visto, al primo soffio di vento, il castello di carte di Fed e compagnia bella viene giù. E dico al primo soffio di vento perché che le banche greche siano a pezzi, spolpate dagli hedge fund Usa attraverso i covered warrant lo sanno cani e porci da mesi e mesi, come tutti sanno che l’instabilità politica greca è alle porte un’altra volta, come segnala da almeno tre settimane il rendimento del decennale ellenico, il quale proprio martedì aveva sfondato nuovamente quota 7%.

Non ve lo avevo detto e ridetto io stesso più di una volta? Volete che io sappia cose che Fitch o chi investe sui mercati il proprio denaro non sappia? Siamo all’epilogo, anzi siamo a un punto di svolta decisivo di cui vi parlerò domani. Ora invece mi concentro sui rischi che abbiamo davvero di fronte se il quadro dovesse andare fuori controllo. E si rischia un bel guaio, perché guardate il primo grafico a fondo pagina: ci mostra il livello di esposizione alla leva delle principali istituzioni finanziarie Usa. Bene, sapete chi rappresenta quella barra azzurra? No, non è un hedge fund sull’orlo dell’implosione, è la Federal Reserve, la cui ratio di leverage da sola eccede quella che stava facendo deragliare l’intero sistema finanziario nel 2008, siamo a circa 80 a 1.

E guardate il secondo grafico: ci mostra le aspettative del tasso di inflazione a cinque anni per Usa ed Europa. Come potete vedere, le previsioni per gli Stati Uniti stanno precipitando, ma quelle per l’Ue sono già in un cratere. Insomma, sia Fed che Bce finora non hanno compiuto il loro mandato, hanno semplicemente mantenuto in vita artificialmente i corsi azionari ed evitato sell-off obbligazionarie che portassero a nuovi default sovrani. Altro che controllo dei prezzi e della stabilità monetaria!