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CROLLO BORSA/ Campiglio: ecco da dove viene la "tempesta" sui mercati

Pubblicazione:venerdì 17 ottobre 2014

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La spallata di Renzi sulla gestione della politica economica europea va nella direzione inevitabile che a suo modo è stata anche anticipata dalla Francia. Più che una procedura d’infrazione immediata nei confronti dell’Italia, mi aspetto un trascinarsi dell’attuale situazione. Al di là delle dichiarazioni formali, non credo che ci sarà un vero pericolo per quanto riguarda la Commissione di Bruxelles. Mi aspetto piuttosto che ci sarà un gioco delle parti.

 

Le crisi internazionali che lei ha citato non rendono ancora più sconsigliabile il fatto che Usa e Germania permettano il verificarsi di una nuova crisi dell’Eurozona?

Questo è ciò che suggerisce la ragione. Non dobbiamo però dimenticare che la cancelliera Merkel, quando prende grandi decisioni, si interroga innanzitutto su che cosa ne potrebbe pensare la casalinga della Sassonia. La situazione è tale che la ragionevolezza induce a pensare che la Germania faccia il possibile per evitare una nuova crisi dell’Eurozona. Non è però scontato che questo coincida con gli interessi tedeschi. Il paradosso che si è creato è che non esistono più degli interessi europei, ma soltanto una situazione in cui quando gli interessi tedeschi coincidono con quelli degli altri Paesi europei le cose possono funzionare, mentre ogni volta che non coincidono si verificano dei problemi seri.

 

Quali possono essere le conseguenze delle divisioni tra Germania, Francia e Italia?

Una possibile prospettiva è che l’Unione Europea si trasformi in una coabitazione forzata, un po’ come quando una coppia si divide ma continua a dormire sotto lo stesso tetto.

 

(Pietro Vernizzi)



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