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LEGGE DI STABILITA' 2015/ Forte: "privilegi" per pochi a spese di molti

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Le coperture non ci sono, in quanto si crea un deficit da 11 miliardi di euro che sarà molto difficile da giustificare in sede Ue. Ma anche le coperture presenti sono scritte sulla sabbia: 3,8 miliardi di recupero di evasione fiscale sono del tutto ipotetici e i tagli alla spesa dello Stato sono ancora a livello generico. Si conoscono quindi soltanto i tagli ai trasferimenti degli enti locali, che quasi certamente daranno luogo a maggiori imposte da parte di Comuni e Regioni. Non sono quindi tagli di spesa bensì nuove tasse.

 

Se mancano le coperture, come sarà evitata una procedura d’infrazione europea?

Poiché si sa che parte delle entrate potrebbero non esserci, o potrebbero non essere ritenuta valida da parte della Commissione Ue, in realtà nella Legge di stabilità sono inserite clausole di salvaguardia da 20 miliardi di euro, che prevedono aumenti delle tasse qualora il deficit dovesse aumentare.

 

Nel complesso, quindi, come giudica questa Legge di stabilità?

La Legge di stabilità è un’operazione che sposta i debiti sul futuro, non a caso mercoledì la Borsa di Milano ha reagito in modo negativo. Questa manovra è costruita inoltre sulla base di un’ideologia sbagliata. Non prevede nulla per gli investimenti, è in gran parte concentrata sui consumi e molte delle sue misure hanno soprattutto come scopo quello di raccogliere dei consensi elettorali o di interpretare le divisioni interne al Pd. Manda dunque un messaggio negativo sia agli italiani, sia in sede europea, e riesce a raccogliere un certo consenso soltanto in quanto distribuisce benefici a tutti a spese del ceto medio.

 

(Pietro Vernizzi)

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