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LEGGE DI STABILITA' 2015/ "L'equivoco" di Renzi che fa crescere le tasse

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Il governo promette che le tasse non aumenteranno, ma dal momento che non riesce a comprimere la spesa è soltanto una presa in giro, in quanto i fondi da qualche parte devono arrivare. Il taglio delle tasse può essere finanziato attraverso ulteriore debito rispetto al previsto, cioè sfondando il 3%, oppure sarà necessaria qualche tassa straordinaria di qua e di là, magari una tantum.

 

Il Def ha previsto che tra il 2014 e il 2016 la pressione fiscale aumenti. Intanto nel 2015 diminuirà?

Il governo finora non ha avuto molta fortuna con i numeri. Pensiamo alle previsioni sulla crescita, sulla disoccupazione giovanile, sulla razionalizzazione e i tagli della spesa pubblica. Sono convinto che nel 2015 avremo una minore crescita, una maggiore spesa e imposte più pesanti di quanto ci è stato annunciato.

 

L’imposizione fiscale di quanto aumenterà nel 2015?

È una domanda da un milione di dollari, ma se dovessi scommettere direi tra lo 0,2% e lo 0,5% in più rispetto al 2014.

 

Tagliare l’Irap non è comunque un passo avanti?

Io cercherei di ridurre le tasse sui risparmi. Andrei cioè in una direzione opposta rispetto a quanto affermano numerosi miei colleghi che vorrebbero avere una maggiore tassazione sulla ricchezza e sui patrimoni. Non possiamo chiedere ai contribuenti di risparmiare di più perché il sistema pensionistico non avrà le risorse per fare fronte ai propri impegni, e poi tassare il contribuente portandogli via una parte di quei risparmi. Insomma, dobbiamo limitare le doppie o triple tassazioni….

 

In che senso?

Tassando il risparmio facciamo pagare il cittadino tre volte: quando produce reddito, quando lo mette da parte e poi quando lo consuma. La mia proposta è quella di limitare almeno una delle tre tassazioni, cioè quella sul risparmio.

 

(Pietro Vernizzi)



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