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IDEE/ Debiti e ritardi, una "guida" per non mettere in ginocchio famiglie e imprese

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In periodo di crisi economica e finanziaria è sempre più difficile per cittadini e imprese far fronte ai debiti contratti. Allo stesso tempo, però, deve essere chiaro che essi vanno pagati, ricercando soluzioni per le situazioni di reale disagio sociale o imprenditoriale; ma questo è un compito delle istituzioni, non degli operatori del mercato. Per i ritardati pagamenti una soluzione è certamente il recupero crediti stragiudiziale effettuato da società specializzate nel settore.

Questo è stato l’argomento affrontato per due giorni nel convegno annuale, organizzato da Delta Credit, sulla tutela del credito. Un comparto, quello del recupero crediti, che opera principalmente nel settore finanziario e delle utilities, con un giro di affari di circa 50 miliardi di euro. Lo sviluppo del settore, senza ulteriori ritardi, deve avere come corollario l’ammodernamento della legislazione, ferma al 1931, e la professionalizzazione degli operatori.

Per la legislazione, fermo restando il ruolo fondamentale del ministero degli Interni, che non deve essere sostituito come qualcuno vorrebbe, è importante che il settore sia capace di presentare proposte di ammodernamento, anche attraverso la collaborazione, nell’interesse del debitore/consumatore, con le rappresentanze dei consumatori e degli utenti, che ha portato, dopo il codice deontologico predisposto negli anni passati, alla creazione di un ente bilaterale e di un Forum che ha già completato un protocollo di conciliazione per far fronte a eventuali contenziosi tra operatori e debitori e a una “guida per il consumatore” in cui sono evidenziati diritti e doveri cui gli stessi operatori devono attenersi nella loro operatività.

La professionalizzazione degli operatori è l’altra faccia della medaglia; deve essere sempre più elevata considerato che chi recupera il credito entra nella vita delle persone, attraverso il telefono, la posta, l’esazione domiciliare, la maggior parte delle volte senza sapere la situazione reale di quella persona o di quella impresa. Persone che non sempre hanno la possibilità di pagare il debito, per cui devono essere trovate soluzioni utili, come potrebbe essere la creazione di un fondo di solidarietà alimentato con una piccola percentuale di quanto recuperato, con il contributo dei creditori e degli stessi debitori, che in caso di difficoltà potranno far fronte al proprio indebitamento salvo rimborsare poi quanto prelevato dal fondo. Persone che possono avere un contenzioso aperto, non con il recuperatore del credito, ma con il creditore finale, un’utility, una società di credito al consumo, una banca, ecc: situazione che deve interrompere immediatamente qualsiasi recupero senza alcuna conseguenza, fino al momento della verifica della situazione.


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