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FRANCIA vs GERMANIA/ Sapelli: Renzi, subito l'asse con Parigi contro il 3%

Hollande e Merkel (Infophoto) Hollande e Merkel (Infophoto)

La Francia naturalmente è messa meglio di noi, ma la somma di debito pubblico e privato in Italia è di gran lunga inferiore a quella transalpina. Le famiglie italiane sono più ricche di quelle francesi perché nel nostro Paese il 90% degli italiani ha una casa.

 

L’asse franco-tedesco in Europa non esiste più. Che cosa può accadere?

Francia e Germania non sono mai state alleate storicamente, ma sono sempre state avversarie. Non dimentichiamoci che Mitterand non voleva l’unificazione tedesca, e quindi solo di recente si è formato un asse franco-tedesco, che è stato peraltro più un’invenzione dei mass media e dei socialisti. Chirac e lo stesso Sarkozy hanno sempre avuto un rapporto conflittuale con la Merkel, perché in primo luogo volevano difendere gli interessi di Parigi.

 

Quali saranno le conseguenze per l’Europa della svolta di Hollande?

L’Europa politicamente sta andando verso la disgregazione. Anche in Scozia, dal punto di vista morale hanno vinto i Sì. Alla forte spinta secessionista presente in Catalogna si aggiunge il fatto che presto partiranno fiamminghi e valloni in Belgio, mentre gli autonomisti tedeschi vanno avanti con la loro campagna. Ci vorranno 20 anni prima che la disgregazione arrivi a compimento, ma certamente l’Europa non va verso l’unità politica. Non dimentichiamoci che ogni volta che la Polonia si è eretta a nazione l’unità europea è stata messa in pericolo. Il fatto di avere nominato il polacco Donald Tusk come presidente del Consiglio europeo è stato un errore tragico.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
02/10/2014 - Sorprese in arrivo per Sapelli (Giuseppe Crippa)

Proporre adesso a Renzi un’alleanza con qualcuno che ormai non rappresenta più la Francia se non formalmente è un’idea davvero discutibile. Domenica sera avremo un’idea più nitida degli umori dei francesi sempre che televisione e giornali non ce li nascondano parlando d’altro e da dicembre avremo un’idea del valore di Donald Tusk che sono certo sorprenderà il prof. Sapelli.