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FRANCIA vs GERMANIA/ Sapelli: Renzi, subito l'asse con Parigi contro il 3%

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Hollande e Merkel (Infophoto)  Hollande e Merkel (Infophoto)

Il presidente francese Hollande si ribella alle regole dell’austerità europea e la Merkel lo bacchetta. Approvando la legge di bilancio, Parigi ha previsto un rapporto deficit/Pil al 4,4% nel 2014, 4,3% nel 2015, 3,8% nel 2016 e 2,8% nel 2017. In pratica la fatidica soglia del 3%, per la quale l’Italia era stata sottoposta a procedura di infrazione e dalla quale siamo rientrati solo di recente, per i prossimi tre anni sarà completamente ignorata dalla Francia. Il cancelliere Angela Merkel ha ribattuto con la richiesta che gli Stati Ue “facciano i loro compiti” e “rispettino pienamente gli impegni”. Abbiamo chiesto a Giulio Sapelli, professore di Storia economica all’Università degli Studi di Milano, che cosa ne pensa dello “scontro” Merkel/Hollande.

 

Chi ha ragione tra il presidente francese e il cancelliere tedesco?

Da un certo punto di vista hanno ragione tutti e due. Da un lato il rapporto deficit/Pil del 3% non ha nessuna base economica, in quanto è fisiologico che uno Stato abbia un deficit tra il 6 e l’8%. Come documentato dal professor Guarino, la Merkel non può neanche rimproverare i francesi per il fatto di non rispettare i trattati, perché in quello di Maastricht non si parla di 3%, bensì è soltanto una questione di regolamenti. Questi ultimi non fanno legge e tantomeno sono consustanziali rispetto ai trattati. Non c’è quindi nessun obbligo legale di rispettare il 3%. La Merkel ricorre semplicemente a un principio e a una politica di potenza.

 

Perché allora dice che da un certo punto di vista anche la Merkel ha ragione?

La Francia non avrebbe dovuto firmare l’accordo, e adesso i nodi vengono al pettine. Lo stesso Hollande è stato incoerente. Prima ha cacciato il ministro dell’Economia, Montebourg, perché non era in linea con la Merkel e al suo posto ha messo Emmanuel Macron, molto più vicino alle posizioni della democrazia cristiana tedesca. Ora ha deciso di non rispettare il rapporto deficit/Pil del 3%. Hollande insomma è un personaggio d’avanspettacolo.

 

Anche l’Italia dovrebbe smettere di rispettare il limite del 3%?

Sì. La vera questione che l’intera vicenda solleva, e lo stesso Renzi dovrebbe esserne consapevole, è che è la volta buona che l’Italia si allei alla Francia e costringa l’Unione europea a prendere atto che il 3% non è un obbligo internazionale.

 

Che cosa risponde a chi dice che le condizioni economiche in cui si trova l’Italia sono peggiori di quelle della Francia?



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COMMENTI
02/10/2014 - Sorprese in arrivo per Sapelli (Giuseppe Crippa)

Proporre adesso a Renzi un’alleanza con qualcuno che ormai non rappresenta più la Francia se non formalmente è un’idea davvero discutibile. Domenica sera avremo un’idea più nitida degli umori dei francesi sempre che televisione e giornali non ce li nascondano parlando d’altro e da dicembre avremo un’idea del valore di Donald Tusk che sono certo sorprenderà il prof. Sapelli.