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PAGAMENTO TASI 2014 / Calcolo, aliquote, detrazioni e scadenza: i 'trucchi' per evitare il caos!

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Per quanto concerne l’aliquota occorre, anche qui, avere sotto gli occhi la delibera comunale e fare i calcoli. Il Comune di Milano, altro esempio, ha deliberato delle detrazioni per le abitazioni principali che variano in funzione della rendita: più questa aumenta, meno si può detrarre. Ed è bene ripetere che in materia di abitazioni principali e relative pertinenze, l’Imu non deve essere più versata.

 

Il Corriere della Sera ha presentato un paradosso riportando uno studio condotto dalla Cisl: Tasi più cara dell’Imu 2012 per le case piccole, mentre per le rendite catastali elevate l’imposta è inferiore.

Ho letto, ma non sono del tutto d’accordo con quanto scritto. In realtà, come già ampiamente sottolineato, è necessario andare ad analizzare ogni singola delibera comunale. Per esempio, ho visionato delibere di comuni che hanno previsto detrazioni fino ad azzerare la Tasi per gli immobili (come appartamenti piccoli) fino a 500 euro di rendita catastale. È dunque sbagliato generalizzare: è vero che la norma, di per sé, non ha previsto delle detrazioni, ma certi comuni hanno garantito delle agevolazioni.

 

Ma sarebbe stato così difficile rendere il tutto un po’ meno confusionario?

Certo che no, visto che di fatto la Tasi altro non è che l’Imu, essendo applicata sulla stessa base imponibile. È cambiato solo il nome, ma la sostanza è la stessa. Una differenza è che la Tasi non si applica ai terreni agricoli. Insomma, si poteva benissimo modificare la disciplina Imu - in tema di aliquote massime imponibili dagli enti locali -, senza introdurre questa nuova imposta. Ma si è trattato di una scelta politica che faceva parte della campagna elettorale. Concludo con una precisazione per evitare ulteriore confusione.

 

Prego.

Quando un immobile viene locato è previsto che l’inquilino debba saldare la Tasi per un importo dal 10% al 30% dell’imposta dovuta. Tante persone si trovano in difficoltà perché non conoscono la rendita catastale dell’immobile, per cui devono rivolgersi al proprietario. In merito a questo caso, a Torino (sempre per esemplificare) l’inquilino non deve versare nulla.

 

Perché?

Perché per il proprietario dell’immobile di cui stiamo parlando si tratta di una seconda casa e il capoluogo piemontese in materia ha deliberato l’aliquota massima per l’Imu: 10,6 per mille. Di conseguenza è stato stabilito che su questi stessi immobili nulla debba essere versato a titolo di Tasi.

 

(Fabio Franchini)



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