BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ La "bomba" che spaventa la Cina più di Hong Kong

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Ora siamo più o meno nella stessa situazione: la Fed, nella sua ultima riunione, ha fatto capire tutto e il contrario di tutto, non escludendo però un aumento dei tassi più rapido e netto all’inizio del prossimo anno. Domani il dato sull’occupazione Usa potrà dirci qualcosa di più, ma il problema è che chi opera sui mercati non attende le decisioni, si muove in anticipo per evitare di restare con il cerino in mano. Esattamente come nel maggio-giugno dello scorso anno, quando di fatto il “taper” non era nemmeno iniziato. E c’è di più ad aggravare la situazione, un qualcosa che la Cina teme forse più della bolla del credito: lo schianto del mercato immobiliare e del comparto costruzioni in genere, il vero driver della crescita interna.

Stando a dati resi noti ieri da Soufun, il più grande sito cinese dedicato al mercato real estate, le vendite di terreni sono crollate del 22% a 1,7 triliardi di yuan nel 2014: di più, Bloomberg conferma che il calo in 300 città cinesi è stato del 50% se annualizzato, raggiungendo quota 415,9 miliardi di yuan nel terzo trimestre, mentre i terreni a uso residenziale hanno conosciuto un calo di oltre il 50%, raggiungendo quota al ribasso di 265,3 miliardi di yuan sempre nel terzo trimestre. Ma al di là del ricasco sul dato della crescita, questa situazione rischia di diventare esplosiva soprattutto a livello sociale, come ci mostra il grafico a fondo pagina: se infatti negli Usa le famiglie vedono gli strumenti e i prodotti finanziari come assets principale dei loro investimenti, addirittura al 70,3% del totale, in Cina è proprio la proprietà immobiliare il “tesoretto” dei cittadini, con una quota percentuale sul totale dell’investimento pari al 74,7%.

Se il trend resterà questo, cosa pensate che accadrà quando qualche centinaio di milioni di cinesi si sveglierà un mattino e si renderà conto che ciò in cui avevano riposto le loro aspettative per il futuro è in caduta libera? Quindi, Pechino non può permettersi contagi di dissenso da Hong Kong non tanto e non solo per la strategicità della ex colonia ma per il potenziale detonante di quanto potrebbe accadere in patria sulla scia del malcontento. Gli Usa questo lo sanno benissimo: il piano è chiaro, attaccare prima la Russia per rompere ogni possibile legame strategico con l’Europa e poi per avvicinarsi al bersaglio grosso, il competitor globale diventato con il passare del tempo sempre più scomodo. I prossimi dati sulla detenzione estera di debito Usa ci diranno se qualche contromossa è già in atto, di certo per ora resta l’azzardo e la pericolosità estrema di quanto sta accadendo.

 

(2- fine)

 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
02/10/2014 - Fatti destardi. (Renato Mazzieri)

Complimenti a Bottarelli. Anche per il coraggio di descrivere i fatt. Presto ne saranno scoperti altri. E saranno ancora peggio. C'è sempre un misto di terrore e di prepotenza in chi sa di avere esagerato.