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FINANZA/ Sapelli: Germania e Draghi, i "fallimenti" che aprono le porte alla crisi

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Gli analisti e i giornalisti economici si scervellano per comprendere donde venga la volatilità dei mercati finanziari. Le borse mondiali fanno viaggiare i rendimenti come veicoli sulle montagne russe e se in questi veicoli ci si siede, il panorama che s’intravede attorno a sé è sconvolgente. I redditi si divaricano sempre più, con la disuguaglianza che sale alle stelle, gli investimenti industriali che diminuiscono se misurati in nuovi stock di capitale fisso. Di contro nelle cattedrali della produzione si assiste a una ondata di merger, di joint-venture e fusioni per ridurre i costi derivati da cadute dei tassi di profitto per il restringimento della domanda interna mondiale. Anche i Paesi emergenti rallentano.

Nel mentre la produzione e la circolazione delle merci industriali e neo-industriali (servizi avanzati all’industria) mutano volto. Le imprese si inspessiscono tecnologicamente mentre si rarefanno come dimensione. Le filiere tecnologiche si intrecciano e si condensano in nuovi cicli di produzione che abbassano i costi di transazione tecnologica incorporando tanto nel processo quanto nel prodotto più tecnologie volta a volta stratificate. Questo rende mobili i confini delle imprese e a frattali i mercati e le loro oscillazioni.

Industrie e imprese crollano mentre altre sono anticicliche perché colmano idiosincraticamente i vuoti lasciati nel ciclo produttivo allargato dalle più grandi industrie. Ecco la nuova industria. Ma essa non trova la nuova finanza. Quest’ultima, infatti, non è cambiata dalla deregulation della fine degli anni Ottanta del Novecento che ci ha precipitato nella crisi degli anni 2000 culminata con il crollo del 2007. Ma tutto era già nelle strutture della nuova industria che ha ora al centro non produzioni di massa ma idiosincratiche. La finanza tuttavia è al centro della crisi con il crollo della domanda mondiale non assicurando più la circolazione D-M-D (Denaro-Merce-Denaro) perché mira alle stock options dei top manager invece che al profitto capitalistico. Anche il circolo M-D-M non si realizza, perché D, se è in Borsa, non va alla produzione ma va nelle shadow banks e nelle dark pools in cui si avvitano su se stessi i rendimenti quotati senza alcun riferimento ai fondamentali.


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