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Economia e Finanza

ALITALIA-ETIHAD/ La liberalizzazione a "senso unico" che non aiuta Malpensa

L'aeroporto di Malpensa (Infophoto)L'aeroporto di Malpensa (Infophoto)

Lo scalo, utilizzato meno del 50% delle sue capacità, non ha centrato nessuna delle sue previsioni di sviluppo. Costato 1,5 miliardi con previsioni di traffico dell’Università di Cranfield di 33 milioni di passeggeri nel 2003, non ha mai lontanamente raggiunto questa quota. Oggi ne conta 17,8 milioni. Le previsioni del Comitato Malpensa 2000 erano di 143mila nuovi posti di lavoro, ma non siamo neppure a 50mila con l’indotto e la Sea, il gestore dello scalo, che è al quinto anno di Cassa integrazione consecutivo. Erano previste oltre 1 milione di tonnellate di merci trasportate per il 2005 e si è arrivati a un massimo di 486mila (meno della metà). La redditività dell’investimento pubblico è stata deludente.

Le colpe non sono solo di Alitalia e del Governo. C’è anche la società pubblica di gestione (Sea) che ha fatto la sua parte in negativo, puntando sulla rendita monopolista piuttosto che su innovazione e dei servizi di handling, basse tariffe e mercato low cost. 

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