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MANOVRA/ Tasse e spesa, i "giochi di prestigio" per accontentare l'Ue

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Questo è difficile da dire, anche perché tagli e aumenti spesso si compensano a vicenda. La mia considerazione generale però è che se l’Italia vuole uscire da questo momento delicato non ce la può fare da sola. L’Italia ha bisogno di una cornice europea diversa, altrimenti sarà sempre più difficile rilanciare l’economia e abbassare le tasse.

 

Qual è il margine di manovra sul fronte del taglio delle tasse e della spesa?

Con i limiti previsti dalle regole Ue è difficile manovrare di più di quanto sia stato fatto. Ogni taglio della spesa finisce per essere una riduzione della domanda. Con la Legge di stabilità, Renzi ha giustamente attuato una serie di interventi espansivi tra riduzione delle tasse e aumento della spesa pubblica superiori alle misure di segno opposto. I margini di manovra sono però assolutamente minimi, anche perché il nostro rapporto deficit/Pil è al 2,9-3%.

 

Renzi sta rispettando le regole europee o sta cercando un’alternativa?

Renzi ha iniziato a dire che il Fiscal compact è stupido, aggiungendo: “Non voglio essere io a violare la regola, ma voglio che quest’ultima sia ridiscussa”. Sta cioè cercando di arrivare a una ridiscussione a livello globale, anche se di fatto il dibattito sulla flessibilità rende la regola obsoleta. Renzi sta lavorando in quest’ottica, bisognerà vedere quando questo confronto riuscirà a prendere piede.

 

La Commissione Ue alla fine approverà la Legge di stabilità?

Alla fine l’Italia la spunterà, ma il problema non è derogare alle regole, bensì ridiscuterle nel loro complesso.

 

(Pietro Vernizzi)

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