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SPY FINANZA/ La "follia" che spinge al rialzo le borse

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Ma c’è anche dell’altro, plasticamente dimostrato dai due grafici a fondo pagina: primo, il livello di debito ottenuto in Europa e nell’eurozona direttamente dal mercato obbligazionario è molto basso rispetto agli Usa e, soprattutto, il peso degli Abs nel mercato degli assets eligibili all’interno dell’eurozona è solo del 5% del totale, quindi intervenire su quella asset class equivale a un brodino, nemmeno troppo caldo. Perché quindi è bastata una smentita della Bce? Semplice, perché di fatto mettendo sul piatto anche solo la possibilità teorica di acquisto di debito corporate, la Bce ha compiuto di fatto un passo ancora più estremo di quello compiuto dalla Fed, la quale infatti è intervenuta sì con il badile, ma solo verso securities pubbliche: l’Eurotower è di fatto pronta a influenzare direttamente il prezzo di assets privati.

Un qualcosa che in un mondo completamente in bolla e senza più capacità di dare un prezzo reale a nulla potrebbe aver acceso nella testa degli investitori un’idea meravigliosa per far soldi e per ripulire i bilanci: la nascita del concetto di mark-to-Draghi al posto del classico mark-to-market, ovvero è Francoforte a decidere del tutto sulle sorti del mercato e quindi è anche pronta a monetizzare equities. Per racchiudere l’intero concetto in un solo acronimo, il Qe tanto atteso, visto che quando attorno alle 14 il rivale numero uno delle Reuters, ovvero il Financial Times, ha utilizzato Bloomberg per smentire decisamente l’ipotesi dell’acquisto di bond corporate, citando proprie fonti, il mercato ha sì un pochino ritracciato (ma quasi solo per obbligo di tenere in considerazione le opinioni di tutti, anche quella autorevole del quotidiano della City), salvo poi però accelerare. In un mercato normale, una flash d’agenzia del genere avrebbe fatto evaporare tutti i guadagni della giornata e schiantato i futures di Wall Street in una questione di secondi, ma questo è il mercato pianificato delle banche centrali, cari amici e lettori.

Ora, però, restano due incognite: la prima, come reagirà la Germania all’esperimento pavloviano della Reuters, ovvero al fatto che il mercato abbia risposto euforicamente all’idea di sempre maggior stimolo, facendo salire il rendimento del Bund? Non è questione da poco, soprattutto per la Bundesbank. E poi, tanto per ripetere quanto accaduto negli ultimi giorni, vediamo cosa si è mosso sottotraccia: Williams e Bullard della Fed hanno di fatto annunciato il Qe4 della Banca centrale Usa, come ci dimostra la reazione degli indici Usa (riportati nel terzo grafico) alle loro dichiarazioni pro o contro al riguardo, la Cina ha di fatto dato vita a uno “stimolo mirato”, l’ennesimo come vi dicevo poco tempo fa e a cui ne seguiranno altri due entro fine anno, da 30 miliardi di dollari, i giapponesi stanno già lavorando a un ribilancimanto azionario del 25% dei fondi pensione e ora la Bce ha annunciato - di fatto, pur smentendolo - un programma di acquisto obbligazionario corporate che potrebbe spalancare le porte al programma di stimolo in senso stretto.

 


COMMENTI
22/10/2014 - Certezze (Vittorio Cionini)

La situazione é chiaramente fuori controllo. Nessuno ha in mano leve di comando decisive ma sopratutto nessuno é in grado di capire le conseguenze ultime (spesso anche immediate) di qualsiasi decisione venga assunta. L'intreccio di interessi più o meno confessabili é una matassa intricata e fragilissima. Vedere assets colossali perdere o acquistare valore nel giro di pochi secondi sulla base di notizie effimere dà la netta sensazione del castello di carte esposto al primo colpo d'aria. Leggere la notizia che i turchi da oggi aiutano i curdi fino a ieri considerati avversari storici contro o favore di altri ex alleati diventati improvvisamente nemici dà la sensazione della paurosa instabilità politica. Allora ? Cosa dobbiamo fare ? La risposta l'ha data già Lorenzo il Magnifico « Quant'è bella giovinezza, Che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza »

 
22/10/2014 - Nuovo ordine economic? (Renato Mazzieri)

Il 20% della popolazione consuma l'80% delle risorse del pianeta. Per portare il resto della popolazione al livello del 20% che consuma di più bisognerebbe avere quattro pianeti. Che non ci sono. Il nuovo ordine economico deve partire da questa realtà.