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GRILLO vs EURO/ 1981, il "divorzio" che ha inchiodato l'Italia al debito

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Beppe Grillo (Infophoto)  Beppe Grillo (Infophoto)

Il fatto di poter avere una piena sovranità e di poter gestire il debito con gli strumenti propri della politica monetaria ed economica fanno sì che noi ci troviamo in una situazione di disagio. Il mercato attribuisce al nostro debito un livello di rischio superiore a quello degli altri Paesi, e ciò fa sì che noi abbiamo la necessità di reperire attraverso la fiscalità o con il taglio della spesa delle risorse superiori. Di fatto l’euro non prevede che la Bce sia prestatore di ultima istanza, ma prevede che questo ruolo gravi su cittadini e imprese attraverso le tasse.

 

Quali sono le probabilità che con referendum per uscire dall’euro in Italia vincano i sì?

Poter organizzare un referendum presuppone che ci sia un’informazione a 360 gradi della popolazione e dei cittadini. La popolazione italiana è stata letteralmente plagiata da più di 20 anni da parte di un mondo dell’informazione che ha dato spazio solo a un pensiero dominante, che intravvedeva nell’euro la sola soluzione possibile e proficua per il nostro Paese. Ci siamo invece resi conto che l’euro è stato un progetto riuscito male, con presupposti sbagliati e con un’esecuzione tecnica ancora peggiore. L’esito di un eventuale referendum dipenderà dal fatto di riuscire a informare i cittadini in maniera corretta. Ciò che occorre è utilizzare anche le persone idonee affinché sappiano rappresentare alla popolazione i vantaggi del fatto di ritornare a un’autonoma sovranità monetaria. Andrebbe spiegato è che quest’ultima ci consentirebbe di poter avere una nostra politica tarata sulle esigenze dell’economia reale, e non supportare invece un mondo finanziario virtuale attraverso l’euro.

 

(Pietro Vernizzi)



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