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LEGGE DI STABILITA'/ Il "buco" che conta più delle coperture di Renzi

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Quando si parla di Legge di stabilità, il timing è fondamentale. È fondamentale che gli investimenti vengano prima della riduzione degli oneri sulle imprese, che pure è indispensabile. In questo caso il presidente del consiglio Renzi si è reso conto di essere andato un po’ troppo in là, non tanto nella grandezza quanto nella modalità di finanziamento di questa Legge di stabilità. Il fronte più caldo per Renzi, che dovrebbe essere l’Europa, probabilmente ora è diventato il consenso interno.

 

Che cosa ne pensa invece del bonus promesso per le neo-mamme?

Dal 1860 a oggi, a ogni diminuzione del Pil procapite è corrisposta una diminuzione della natalità. Il bonus di 80 euro è un riconoscimento che potrebbe iniziare a colmare l’enorme divario che in questo momento separa il welfare italiano da quello di tutti gli altri Paesi. Attuato in questo modo, estemporaneo e all’ultimo minuto, questa misura ricorda altri sostegni del passato che sono stati introdotti e in seguito aboliti. La questione vera, che sta alla radice di una parte molto rilevante della crisi economica del nostro Paese, è il crollo demografico.

 

Come è possibile combattere le cause del calo della natalità?

Il calo è conseguenza del fatto che le famiglie si sono impoverite come potere d’acquisto e come consumi, e quindi fanno sempre più fatica a tirare avanti man mano che il numero dei figli aumenta. Ben venga il riconoscimento del ruolo della famiglia e dei figli da parte del governo Renzi, ma non in modo così estemporaneo. Adesso, visto che ha iniziato il primo passo, il presidente del consiglio introduca politiche familiari serie come quelle attuata tempo fa dalla Francia.

 

(Pietro Vernizzi)

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