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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Dalla Bulgaria un "siluro" per l'Europa

La quarta banca della Bulgaria, Corpbank, ha collaterale valido solo per il 13% dei prestiti in essere. E questo è un problema anche per l’Europa, spiega MAURO BOTTARELLI

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Altro giro, altro regalo. Nel giorno in cui l’Europa rispediva al mittente la nostra Legge di stabilità, cosa ampiamente preventivata e preventivabile, proseguiva il valzer di indiscrezioni sulle intenzioni della Bce, un driver dei mercati che ha evitato ieri che i guadagni farsa di martedì venissero bruciati in mezza giornata di contrattazioni. A gettare un bel punto interrogativo sulla faccenda, accendendo quindi le speranze degli investitori, ci ha pensato Tijd Luc Coene, numero uno della Banca centrale belga e membro del consiglio dell’Eurotower, a detta del quale «l’acquisto di obbligazioni societarie è un’opzione a disposizione della Bce, ma l’argomento non è stato ancora discusso “seriamente” e al momento non ci sono proposte concrete in materia, anche se questo potrebbe essere un modo per evitare che la Banca centrale paghi troppo per covered bond e cartolarizzazioni». Coene ha dunque ammesso che «si potrebbero ampliare i nostri interventi ad altri strumenti, come le obbligazioni emesse dalle aziende... Non se ne discute ancora seriamente, ma è un elemento che è già stato menzionato da alcuni. In ogni caso, non c’è ancora una proposta concreta sul tavolo».

Insomma, tutto e niente, come il famoso “whatever it takes” di Mario Draghi per salvare l’euro, il bluff meglio riuscito della storia dopo l’aumento dei tassi di Alan Greenspan. Da parte sua, poi, un portavoce della Bce ha indicato che «il Consiglio non ha ancora preso alcuna decisione in questo senso». Meraviglioso, la Banca centrale europea sta discutendo praticamente di tutto, ma «non seriamente e non al momento». Ma c’era bisogno di quest’altro trucchetto, perché i mercati avevano da digerire la prima delle mille indiscrezioni che da qui a domenica ci accompagneranno verso i risultati degli stress test.

Stando all’agenzia di stampa spagnola Efe, almeno 11 banche saranno bocciate agli esami condotti dalla Bce, comprese tre banche greche (Piraeus Bank, Eurobank Ergasias e Alpha Bank), tre italiane (Banco Popolare, Monte dei Paschi e Popolare Milano) e due austriache, tra cui Erste Bank. La lista includerebbe anche una banca cipriota e forse una belga (Dexia) e una portoghese (BCP Millenium) ma nessuna banca spagnola: e già qui verrebbe da ridere. Ma c’è dell’altro: mentre la Banca centrale europea dichiarava che qualsiasi conclusione sui risultati degli stress test da qui a domenica prossima è assolutamente speculativa e quindi non commenterà su singole istituzioni o su voci, era un’altra Banca centrale, quella bulgara, a inviare un siluro sui mercati, casualmente ignorato dalle grandi agenzie, troppo impegnate nel diffondere rumors.