BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

UE vs ITALIA/ Le due carte di Renzi per far approvare la manovra

Pubblicazione:

Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Nel giorno in cui il Governo italiano rende nota la velenosa quanto scontata lettera di Jyrki Katainen, la Banca d’Italia difende la politica economica di Renzi. “Data l’eccezionale durata e profondità della recessione, le scelte del Governo appaiono motivate - scrive il Bollettino economico - Un più graduale processo di riequilibrio può aiutare a evitare una spirale recessiva della domanda; si giustifica se i margini di manovra che ne derivano saranno utilizzati efficacemente per rilanciare la crescita dell’economia e innalzare il potenziale di sviluppo nel medio e lungo termine”. Si tratta di un passaggio troppo importante per non essere stato discusso con lo stesso governatore Ignazio Visco.

È la prima volta in tanti anni che la banca centrale prende esplicitamente le difese del Governo, tanto più in contrapposizione aperta con la Commissione europea. Chissà cosa ne pensa Mario Draghi. Anzi, occorre chiedersi se il presidente della Banca centrale europea non fosse stato addirittura informato; non perché Visco abbia bisogno di un beneplacito esterno, ma per la delicatezza del momento.

Una cosa è certa: la lettera di Katainen sembra il compitino di uno studentello secchione prono ai desiderata della maestrina tedesca. Quanto all’irritazione di Barroso - un ex maoista che per farsi perdonare delle sciocchezze commesse in gioventù è diventato più realista del re, sempre debole con i forti e forte con i deboli - assume un sapore persino grottesco. Uomo modesto intellettualmente e politicamente, pessimo Presidente di una Commissione europea che ha perso qualsiasi potere, avendo rinazionalizzato l’Unione sotto l’usbergo tedesco, avrebbe voluto chiudere in bellezza scudisciando l’Italia contro la quale si è accanito in più occasioni, soprattutto tra il 2010 e il 2011. Il fido Katainen nella sua lettera ha tradito l’umore del vecchio protettore, ma essendo un giovanotto ambizioso che vuole conservare la poltrona, non si è spinto fino in fondo. Dopo l’uscita della Banca d’Italia, infatti, rischia che il cerino gli bruci le dita.

Pericolo scampato? Nient’affatto. Lo scontro con la Commissione europea e nella Commissione stessa è asperrimo e di qui a martedì, quando arriverà la valutazione sulla legge di bilancio, tutto è possibile, anche una bocciatura solenne che apra la porta alla procedura d’infrazione. Molto dipende da come Matteo Renzi saprà muovere le sue pedine, come riuscirà a convincere Bruxelles e soprattutto Berlino. Perché una cosa è certa: finora non ha affatto incantato Angela Merkel.



  PAG. SUCC. >