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FINANZA E POLITICA/ 4 novembre, Draghi finisce "sotto esame"

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

B) Per questo motivo, ancor prima dell’apertura delle buste alle 12 di domenica (il mezzogiorno di fuoco del credito…), si può dire che, comunque vadano le cose, l’esame condotto dalla Bce e dall’Eba ha già provocato una grande e non indolore rivoluzione che ha cambiato il volto delle banche europee. Nel corso degli ultimi nove mesi il sistema è stato investito da una vera e propria valanga di operazioni straordinarie. A partire dalla metà del 2013 le banche europee hanno effettuato operazioni di rafforzamento patrimoniale per circa 203 miliardi: quasi 59 sotto forma di aumenti di capitale, più di 31 sotto forma di obbligazioni di vario genere, specie Coco bond, il resto in cessioni, fusioni, interventi sul Tier 1 e così via. Le sole banche italiane, nei primi nove mesi di quest’anno, hanno effettuato aumenti di capitale per più di 10 miliardi di euro.

C) I numeri rendono però solo in parte la profondità del cambiamento. La geografia azionaria delle principali banche italiane è profondamente cambiata. Nel capitale sono arrivati i grandi investitori istituzionali americani ed europei, oltre a nuovi player in arrivo dal Sud America. La novità ha già provocato cambiamenti nella governance: a Siena, dopo non poche resistenze, i nuovi soci hanno avuto accesso al cda. Presto, in occasione delle prossime assemblee, investitori istituzionali varcheranno la soglia dei cda di Intesa e Unicredit. Per le Popolari si annuncia una stagione di grandi novità, all’insegna di fusioni e alleanze impensabili fino a pochi mesi fa. È probabile, insomma, che l’esame europeo non si esaurisca nella fotografia che emergerà dagli scrutini di domenica, ma sia solo il primo colpo di manovella del film che si girerà a partire da lunedì e che riserverà non pochi colpi di scena.

D) La vera partita, infatti, inizierà dieci giorni dopo, quando scatterà la supervisione della Bce sul sistema bancario europeo, tassello essenziale dell’Unione bancaria. Da quel momento, più che le banche, sotto esame finirà Mario Draghi in persona, che non sta vivendo un momento felice. Il carisma del banchiere, già alle stelle dopo il salvataggio dell’euro nel 2011/12, è in fase calante. Non è piaciuta alle “colombe” il ritardo con cui la banca centrale ha affrontato il nodo della deflazione. Non piace ai “falchi” tedeschi la strategia del banchiere romano, deciso a spingere, se necessario, la Bce ad acquistare azioni e bond sulla falsariga di quanto fatto dalla Fed. I segnali sono preoccupanti. A differenza di quanto avvenuto in passato, Angela Merkel non sembra condividere le scelte di Draghi dopo la sua sortita di Jackson Hole, quando ha rivendicato la necessità di interventi espansivi per arrestare la recessione. Il Governo tedesco, a differenza di due anni fa, non ha corretto gli attacchi della Bundesbank. Al contrario Peter Praet, il braccio destro di Draghi, ha ricevuto un’accoglienza gelida a Berlino quando ha chiesto aiuto contro gli affondi della Bundesbank.

E) In questa cornice Draghi si accinge a giocare la carta degli acquisti di Abs e di covered bond, la medicina vera per i bilanci bancari. Una volta verificata la salute del sistema bancario con gli esami che si chiudono domenica, è necessario passare alla terapia vera, che non consiste nel drenare nuovi capitali per rafforzare il patrimonio, destinato a depauperarsi con la crisi, o nel tagliare gli impieghi per ridurre i rischi, a danno delle economie che soffrono. L’unica vera medicina consiste nel far acquistare alla Bce dalle banche “ripulite e bollinate” dagli ispettori europei (per lo più tedeschi) pacchetti di prestiti per far spazio a nuova capacità di far credito. Dopo l’esito degli esami sarà più difficile accusare Draghi di voler trasformare la Bce in una bad bank per aver comprato crediti greci, italiani o spagnoli giudicati buoni dai bancari della Bundesbank. La vera sfida, insomma, comincia il 4 novembre, data d’avvio della supervisione bancaria di Francoforte, ma anche, per noi italiani, festa della vittoria. E che sia di buon auspicio.

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