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FINANZA E POLITICA/ 4 novembre, Draghi finisce "sotto esame"

Domani verranno diffusi i risultati dell’Asset quality review condotti sulle principali banche europee. Dopo ci sarà un test importante per Draghi. UGO BERTONE ci spiega quale

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

“Io mi auguro che sia un esame molto severo. In questo caso, avrei a disposizione molte occasioni per fare buoni affari: acquistare titoli a buon prezzo di banche a rischio default oppure finanziare operazioni sul capitale a condizioni favorevoli. Ma non credo che andrà così”. Con una punta di cinismo, Philippe Bodereau, il gestore di Pimco che amministra un fondo di obbligazioni e azioni bancarie per 4,3 miliardi di euro, sintetizza le attese dei mercati finanziari per gli scrutini delle 130 grandi banche europee, da cui dipende l’85% degli impieghi dell’economia europea, che verranno annunciati domenica a mezzogiorno. Il mercato azionario, mosso da obiettivi opposti, concorda con questo pronostico: il “verdetto” comminerà solo sanzioni lievi a istituti come Monte Paschi, che probabilmente si rimetteranno in regola con interventi modesti sul Tier 1 senza far ricorso a nuovi aumenti di capitali o nuove dolorose cessioni. Piazza Affari esulta, monsieur Bodereau no.

Lo scrutinio europeo, secondo le ultime previsioni, non si chiuderà con una falcidie dei candidati: i “bocciati” (anzi, i “rimandati”) saranno una decina, massimo diciotto (la previsione è di Pimco), ma i grandi nomi saranno davvero pochi. In Italia, oltre a Mps, dovrà rifare i conti Carige, forse il Banco Popolare e il Creval. Ma per tutti dovrebbe trattarsi più di una correzione, da rimediare con interventi sul Tier 1 senza ricorrere a nuove, onerose operazioni sul capitale. Poca roba, rispetto ai timori delle passate settimane.

Almeno così la vede Piazza affari, dov’è esplosa la febbre per i titoli nel mirino. Ma durerà l’euforia? No, dicono i più scettici, convinti che da lunedì inizierà il processo agli ispettori che hanno condotto l’esame. Si è trattato di un esame serio, si chiederanno gli operatori o di un’operazione immagine? È stato un test severo, capace di ridare fiducia nel sistema, oppure, nonostante uno sforzo di uomini e mezzi che non ha precedenti nella storia finanziaria europea, un’aspirina mediatica che non ha inciso sui problemi veri della finanza del Vecchio Continente? Proviamo a tentare una risposta riassumendo i criteri che hanno caratterizzato le operazioni.

a) L’Asset quality review è stata condotta sui conti a fine 2013. Nel corso di questi mesi migliaia di ispettori in arrivo da banche centrali di altri paesi hanno setacciato le poste di bilancio, individuando i punti critici. Ergo, le banche esaminate hanno avuto tempo e modo per correggere le storture e colmare gli eventuali buchi. Dopo l’esame, poi, è prevista la possibilità di riparare le materie in cui si è insufficienti nel giro di pochi mesi. Per queste ragioni lo scrutinio di domenica rischia di essere meno traumatico di quel che non si possa immaginare: molte lacune che saranno evidenziate dall’Aqr sono già state colmate in questi mesi o, comunque, è già stato individuato il percorso per una soluzione.