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RENZI-BARROSO/ Borghi: una "farsa" per aumentare l'Iva

Pubblicazione:sabato 25 ottobre 2014

José Manuel Durão Barroso, presidente uscente della Commissione (Infophoto) José Manuel Durão Barroso, presidente uscente della Commissione (Infophoto)

Sarebbero due scelte del tutto contraddittorie. O Renzi è d’accordo con i vincoli Ue o non è d’accordo. Pensare che si debba essere credibili, per poi ottenere qualcosa, è una bugia così palese che non si capisce come la gente possa crederci. La storia è sempre quella, prima dobbiamo fare i compiti a casa e poi avremo non si capisce quale premio. Prima ci è stato fatto credere con Monti, quindi Letta è ricorso a un escamotage ancora più astuto. Era previsto un aumento automatico dell’Iva e per bloccarlo era necessario un decreto. Si è fatto un rimpasto di governo, e ci è stato fatto credere che per questo motivo non è stato possibile bloccare l’aumento dell’Iva.

 

Perché M5S e Lega nord non sono riusciti a mettersi d’accordo sul referendum sull’uscita dall’euro?

La Lega nord ha sempre detto che è disposta a parlare con tutti, nessuno escluso, pur di ottenere il risultato di uscire dall’euro. A Grillo lo avevamo detto prima delle europee, ma lui ci aveva risposto di no. Adesso che il M5S ha preso questa posizione contraria all’euro, decisa attraverso non si sa quale democrazia diretta, per tramite di Matteo Salvini abbiamo proposto loro di sederci insieme e vedere se si potevano fare delle iniziative comuni, ma non abbiamo ottenuto nessuna risposta.

 

L’atteggiamento del M5S quantomeno è coerente: nessuna alleanza con nessuno…

Anche questo non è vero. Il M5S ha questo atteggiamento nei nostri confronti, e poi in Europa non ha nessuna remora ad allearsi con personaggi strani come l’europarlamentare polacco Jarosaw Iwaszkiewicz, secondo cui è giusto picchiare le mogli. Mentre in Italia, dove ci sarebbe realmente la possibilità di fare azioni comuni che potrebbero essere a vantaggio dell’intero Paese, non vuole sentire ragioni. La chiusura quindi è a senso unico.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
25/10/2014 - Aiuto Renzi pensa a noi! (Carlo Cerofolini)

Renzi – in risposta alla mobilitazione della Cgil – ha affermato che lui deve pensare a 60 milioni di cittadini. Ora preso atto di questo e considerato che – “grazie” anche agli sforzi profusi dal Rottamatore - la situazione economica e sociale è sempre più grave e pressoché senza speranza e che inoltre la (op)pressione fiscale, checché se ne dica, è e sarà sempre più alta - complici anche le future norme automatiche di salvaguardia per l’equilibrio di bilancio, su aumento di Iva e accise varie - previste proprio da Renzi e quindi ha ragione Borghi su tutta la linea, non è che allora sarebbe il caso che il nostro attuale Presidente del consiglio la smettesse di pensare a noi, visti appunto i risultati negativi ottenuti, incluso Mare Nostrum? Rien de zèle, raccomandava Talleyrand.